Bianco e Bernie

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Matteo Renzi ha twittato ieri una foto di sé stesso (e non c’è la notizia) in compagnia di Joe Biden. Continua a non esserci la notizia, ma entriamo comunque nel campo della contemporaneità. Nel post, Renzi sottolineava come si trattasse di una grande vittoria dei “riformisti” contro gli “estremisti”, bollando come tale Bernie Sanders, il quale dalle nostre parti sarebbe forse (forse) un moderato del Pd e che possiede un’unica posizione realmente sgangherata: sostiene il secondo emendamento della Costituzione Usa, quello sulle armi alienabili come bruscolini. Che neanche il 2,9 per cento di cui è accreditato esima quella che è stata una risorsa del Paese, almeno per sé stesso e per molti fan, dallo spiegare agli altri come si vince è piuttosto indicativo. Così come la reductio ad bertinottium di qualunque pericoloso eversore che, non sia mai, ha in agenda misure staliniste come garantire la sanità anche ai più poveri. Poi tutti ci auguriamo che, nel caso, Biden la sfanghi. Ma proporre la Dc a un Paese radicalizzato che ha votato Trump – o Salvini, o la Meloni, o Casaleggio Associati – potrebbe anche configurare una concorrenza ben poco efficace. Nel caso, noi di sinistra spiegheremo a Renzi una nostra celebre specialità: come si perde.