La Lega Calcio, che ha gestito l’emergenza coronavirus come nella sceneggiatura di “Cinque matti al supermercato”, ha negato la trasmissione in chiaro delle partite di Serie A appellandosi ai contratti vigenti con le pay per view. Le quali però vendono i loro prodotti IN ALTERNATIVA alla visione sul campo. Secondo una ricerca elaborata dal Mit di Boston, essendo gli incontri a porte chiuse, le società calcistiche non ne trarrebbero alcun nocumento, e così chi le vende via etere, fibra, o satellite, che aprirebbe una tantum i rubinetti per sanare la siccità ma li richiuderebbe – legittimamente – a buriana passata. I diritti televisivi internazionali, inoltre, sono intonsi. La mossa leghista significa questo: l’Italia del 2020 manco è capace di affrontare un guaio comune con il buon senso che ci ha risollevati da drammi ben peggiori. Siccome però stavolta è il mercato a fare da paravento, non resta che rivolgersi a Sky-Dazn: fate voi quel che le società non hanno la lungimiranza di fare, preservate la passione che monetizzate ogni settimana, sbloccate il segnale. Ve ne saremo grati. Anzi: per criptare più di un telecronista, ci metto volentieri qualche euro di mio.