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Così lontani, così vicini

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Talvolta per ricordarci chi siamo, tocca guardarsi da lontano, dove le miserie tricolori (ma davvero dobbiamo ringraziare Berlusconi per la mancia di ieri dopo i danni che ha fatto al Paese?) vengono sempre superate dalle sfolgoranti imprese di cui siamo capaci. Ora, nel passato. È il motivo per cui Bella Ciao, canto partigiano di liberazione dai nazifascisti, è un inno trasversale, potentissimo, adottato dai resistenti di tutto il momento: risuonava in piazza Tahrir, a Istanbul, contro il regime di Erdogan. La cantavano i francesi dopo il Bataclan. È stato la musica delle primavere arabe... Mentre da noi arriva sempre il cattivista di turno che dà di matto, immemore della proprietà transitiva: se sei contro un canto antifascista... Ecco. Ieri, l'apoteosi: da Bamberg, Germania, Baviera, Paese che il sottoscritto già aveva nel cuore per ragioni di fratellanza cestistica, è arrivato un video. Un signore che parlava come Paolo Villaggi…
Talvolta per ricordarci chi siamo, tocca guardarsi da lontano, dove le miserie tricolori (ma davvero dobbiamo ringraziare Berlusconi per la mancia di ieri dopo i danni che ha fatto al Paese?) vengono sempre superate dalle sfolgoranti imprese di cui siamo capaci. Ora, nel passato. È il motivo per cui Bella Ciao, canto partigiano di liberazione dai nazifascisti, è un inno trasversale, potentissimo, adottato dai resistenti di tutto il momento: risuonava in piazza Tahrir, a Istanbul, contro il regime di Erdogan. La cantavano i francesi dopo il Bataclan. È stato la musica delle primavere arabe... Mentre da noi arriva sempre il cattivista di turno che dà di matto, immemore della proprietà transitiva: se sei contro un canto antifascista... Ecco. Ieri, l'apoteosi: da Bamberg, Germania, Baviera, Paese che il sottoscritto già aveva nel cuore per ragioni di fratellanza cestistica, è arrivato un video. Un signore che parlava come Paolo Villaggio quando interpretava Kranz, leggeva un testo in cui ci esprimeva solidarietà e ammirazione per i canti con cui impreziosiamo le finestre che ci recludono. Poi cominciava a cantare e la camera, allargando, scopriva i suoi concittadini che suonavano con quel canto di pace e risorgenza. Ché, in fondo, il cielo sopra Berlino prima o poi passa anche sopra Bergamo.