Con un video acchiappaconsensi pubblicato ieri sera sui social, Giorgia Meloni ha dato prova una volta di più che, esattamente come Matteo Salvini, è completamente inadeguata all’emergenza in corso e alle stimmate non dico da statista, ma quantomeno da politica, che andrebbero mostrate in questi giorni. L’involuzione, dopo la speranza di svolta quantomeno a-fascista di Fini, si può dire completa. Nello spot, Meloni chiede al Governo, siccome le aule sono chiuse, di non far pagare alle famiglie le rette scolastiche. Si riferisce, lo specifica, sia alle scuole pubbliche che a quelle private. Come forse saprà chiunque non viva a Milwaukee, nelle scuole pubbliche italiane non si paga alcuna retta. Sono gratis. Anzi: sono un servizio pubblico, le sostiene chi versa regolarmente le tasse. Quindi, ad esempio, non gli “evasori di necessità” cui la Meloni strizza continuamente l’occhio. Ma l’informazione non può essere nota a chi si professa popolana ma al massimo può recitare da populista. Un solo, importante, pregio: Meloni chiama le scuole private col loro nome, anziché parificate. Così, almeno, è più chiaro chi sarebbe il destinatario del provvedimento: chi se le può permettere.