Per il Caporale sono tempi terribili, a livello di comunicazione. Due giorni fa ha chiamato in causa nientemeno che Mattarella e ieri i giornali equivicini lo hanno confinato nelle pagine internissime, in poche righe. Libero, per dire, manco ne ha parlato, preferendo - a pieno titolo - una pagina sul sesso sfrenato in quarantena. Così, a sorpresa, ieri sera è andato ospite da Giletti, dove è così presente che da tempo è conteggiato alla voce scenografia. Era in collegamento da Milano e... Aspetta: Milano? Ma l'altro giorno Salvini non era a Roma? Non stava cercando insieme alla fidanzata un supermercato in via del Tritone, vista Piazza di Spagna, dove l'ultimo negozio di alimentari risale ai tempi di Tarquinio il Superbo? E come c'è arrivato in Lombardia, fendendo ogni divieto di spostamento, ogni possibile zona rossa? Con quali comprovate esigenze? Ecco perché fatica così tanto a trovare una nuova narrazione. Perché quando non può appoggiarsi su un nemico chiaro, gli esce giocoforza ciò che davvero ritiene delle persone normali: quelli si chiudono in casa, lui fa per l'ennesima volta l'accidenti che gli pare. Uno spettro si aggira per l'Italia. Non è il virus: è il Capitone.