In questa valle di lacrime, un momento di vera ilarità. Seguite, vi prego, sui social, Carlo Calenda e Pierluigi Castagnetti. Calenda è una garanzia di sorrisi perché talvolta la dice giusta, talvolta sbagliata, s’incazza moltissimo se glielo fai notare, pubblica foto di gatti che guardano Harry Potter… un palinsesto completo. Castagnetti, invece, antico e garbato democristiano coi capelli da sempre inspiegabilmente ramati, ha con Twitter lo stesso rapporto che ha il Bologna con lo scudetto. Ieri, su queste colonne, si è molto lamentato di essere stato bloccato da Calenda, dopo che ne aveva criticato la letteronza scavalca-governo sui quotidiani tedeschi. A stretto giro, Calenda gli ha risposto che no, mica l’aveva bloccato, e si è detto pronto a raggiungerlo a piedi per spiegarglielo. Al che Castagnetti ha risposto che egli, Calenda, mente, ché lui prova a commentarlo ma niente da fare. L’affare si è ingrossato e sono due giorni che il leader di Azione se la prende con tutti quelli che gli chiedono perché non riattiva Castagnetti. Meglio dei fratelli De Rege. Con un dato confortante: Castagnetti e Calenda litigano da quasi 72 ore sul niente, in modo piuttosto infantile, mentre tutto intorno va – con licenza – a peripatetiche. Sta’ a vedere che sono di sinistra.