(ansa)

Ma che colpa abbiamo noi

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Jimmy Fontana, il presidente della Lombardia, ha finalmente ammesso che il disastro di Bergamo, Brescia, Milano, del Trivulzio, delle case di riposo infettate, non è solo responsabilità sua. Ha ragione. Ci sono state farragini importanti anche a livello centrale. E anche altri amministratori locali, nazionali, persino medici, inizialmente hanno sottostimato l'incombente. Hanno colpa anche i Formigoni, i ciellini, chiunque abbia distrutto la sanità pubblica lombarda sfasciando la medicina di prossimità. E quelli che hanno lucrato sulla salute della gente per interessi privati, come è successo spessissimo in Lombardia ma anche in molte altre parti del Paese. Chi ha rubato da pubblico, ma anche le aziende che hanno corrotto, alterato, speculato sulla salute della gente. Non sono immuni da responsabilità i governi, tutti, che hanno tagliato linearmente i fondi alla Sanità: se in Germania hanno retto meglio, non è perché taroccano i numeri. È perché hanno più soldi. Che prendono dalle tasse: quindi la colpa è anche di chi ha la casa al mare "di necessità" e se l'è costruita evadendo. Ma anche e soprattutto hanno colpa quelli che da quei magheggi hanno tratto giovamento, chi ha girato la testa dall'altra parte, e chi ha votato i Fontana, i Gallera, e i governi di cui sopra, anteponendo ideologia e/o tornaconto alla scelte di gente che sa cosa fare e sa farlo bene. Presidente, ha proprio ragione: alla fine, la colpa è nostra.