Mentre briga per sostituire Conte con Draghi, Colao o qualunque altra figura di prestigio da intestarsi, salvo poi brigare per renderne impossibile il percorso, la brigata renziana si muove rapida, invisibile e soprattutto sommergibile come i propri consensi, per lucidare la statua in pongo cromato del capo. Ieri, tra gli altri, è toccato a Ettore Rosato, autore della celebre legge che permette alle segreterie di scegliere gli eletti con un tasto della Playstation, che ha preteso pubbliche scuse dacché il governo sta pensando alle riaperture e Renzi l’aveva chiesto addirittura tre settimane fa. Per la precisione (Rosato non lo dice, mi prendo la briga di farlo io) il Loro lo sollecitò a fine marzo per i primi di aprile, quando ancora la morte giocava a shangai con le persone e il vaticinio sarebbe sembrato prematuro persino a Confindustria. Ora che l’ineluttabile accade, ecco lo gné gné del “l’avevo detto io”. A ‘sto punto, divertiamoci insieme. Prevedo che tra pochi minuti sorgerà il sole. Come? È mattina? Aspettate, miscredenti: domani verso le 7 vi toccherà di darmi ragione e di scusarvi. E cercate di essere convincenti, sennò col piffero che vi piazzo in qualche Cda.