Ieri Matteo Salvini ha postato su Twitter un inutile video di vicinanza a taxisti, ristoratori e commercianti. Dopo un’ora di permanenza sui social, il post aveva un migliaio di visualizzazioni. I retweet erano ottanta, i cuori 290. Fa più traffico Orietta Berti quando posta una crostata, con tutto che Orietta Berti non ha un account e non posta crostate. Certo: i tempi in cui pagavamo con le nostre tasse la propaganda del Soldato Semplice sono lontani, in mezzo ci sono stati il Papeete e la caduta, e questo Paese ti perdona tutto tranne il dominio perduto. Però… però in questo avvitamento del consenso c’è un paradigma ineluttabile che Popper, o forse era Maurizio Battista, declinò perfettamente: a un certo punto, se stai sempre lì, fai la uallera altrui alla julienne. Successe all’altro Matteo e al suo 40 per cento. Siamo lì lì perché accada a Giuseppe Conte, che ieri sera era di nuovo un diretta per troncare, sopire, rileggere. Interpretando Gandhi a suo modo: appare come se dovesse cadere domani, governa come se dovesse stare per sempre. Se posso, consiglio, invece, Troisi: tra un giorno da leone e cento pecora, meglio cinquanta da orsacchiotto. Magari gli italiani non ti notano, e finisce che magari restì lì più a lungo.