Il Grande Fardello

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“Non è di mia competenza”. Era il folgorante incipit di “Tutti al mare”, il libro itinerante con cui Michele Serra nel 1984 raccontò le italiche genti in costume da bagno. A pronunciare la frase un usciere dei Balzi Rossi, zona Ventimiglia, che si industriava a fare da guida turistica ma precisava di agire per buona volontà e giammai per dovere. Andrebbe scritto sotto l’italico stellone, quel motto. E anche sotto lo spettacolo della pedata tricolore che insiste per ricominciare a giocare a pallone ma vuole che la responsabilità se la prenda qualcun altro: le società si dicono pronte, anche perché sennò i diritti tv li vedono col telescopio astronomico, ma glielo deve dire la Lega (calcio). La Lega preme, ma vuole che a deciderlo sia il Governo. Il Governo sarebbe anche d’accordo, ma sa che a quel punto non potrebbe scaricare su nessuno eventuali contagi. Quindi nicchia. Tutti riaperturisti col groppone degli altri. In questa curiosa proiezione della cattiva coscienza di un Paese, si finisce col rivalutare la persona che in questi mesi difficili ha comunque retto il mare, caricato su sé stesso il bene dell’impopolarità, cavillato sulla propria inadeguatezza, preso decisioni per tutti. Perciò grazie, Rocco Casalino.