(fotogramma)

Dura Zinga

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Dopo aver girato per Roma senza essere assaltato dai fan perché reso irriconoscibile dalla mascherina, Francesco Totti starebbe studiando una strategia ancora più efficace: la prossima volta se ne mette una col volto di Zingaretti. Forse per questo deficit di popolarità, il segretario democratico ha inteso ieri guadagnarsi qualche lancio di agenzia sostenendo che la mascherina dovrebbe diventare la moda dell’estate come “un foulard o il piercing”. La frase si presta ad alcune considerazioni. La prima: il foulard non va di moda dai tempi di Guido Gozzano, che a questo punto dovrebbe essere coetaneo del segretario democratico. La seconda: il piercing rappresenta una memorabile calamita di batteri, non pare il momento giusto per evocarlo. La terza: il giovanilismo si addice al Partito Democratico come Alfonso Bonafede a un ministero. Ne consegue un’umile preghiera: segretario, dopo i petardi di Renzi ai sostenitori Pd andrebbe bene anche un leader in formica grigia e vi stanno premiando proprio perché non fate e dite niente. Lasci stare i piercing. Il passo successivo è andare a fare Fonzie in prime time.