Davide Faraone (Viva Renzi), Giorgia Meloni (Msi-Dn), Matteo Salvini (Francia o Spagna), Deborah Bergamini (Forza Mediaset) e Ignazio La Russa (Lista Lecter) hanno annunciato che non scaricheranno la app Immuni. Appena l’ho appreso, ho eseguito il download in tutti i miei dispositivi, compresi tablet, televisore e macchina del gelato. Per i cinque in questione, però, la rinuncia alla app inerisce a un problema di software: per poterla utilizzare dovrebbero prima installare l’aggiornamento “senso civico”, ma il loro hardware è incompatibile. Intanto viaggia il virus minushabens.exe che è stato ottimamente evidenziato dal Signor Distruggere, un abile beniamino della rete, che ha scoperto come esista un'altra app dal nome simile “Immune system”, del 2015. In questi giorni viene scaricata per errore da molti italiani che poi la recensiscono e 1) si lamentano che sia obbligatoria; 2) sostengono sia solo nella lingua di Albione per proteggere la razza ariana; 4) accusano gli inglesi di aver creato, cinque anni fa, una brutta copia di quella italiana; 5) si vantano di non sapere l’inglese e comunque “non si riesce ha tradurre” (sic). Pare che il Covid19 abbia già deciso di lasciarci in pace: “Troppo facile, a infettarvi non c’è quasi gusto”.