(ansa)

Figure di magma

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Se possedete un qualunque account social, foss'anco Tinder, e in quel caso siete Silvio Berlusconi, avrete avuto contezza della "card" fantozziana con cui ieri Matteo Salvini ha annunciato la sua ennesima calata elettorale in Campania. Dietro al suo faccione photoshoppato faceva bella mostra di sé non già il Vesuvio, che persino alcuni grillini, non certo Di Battista, sanno essere il vulcano che domina Napoli, ma l'Etna, che un numero inferiore di grillini, comunque non Di Battista, sanno essere una sommità eruttiva situata in Sicilia. Il meme è stato poi sostituito con la foto corretta. Intanto, però, la rete già sghignazzava ai danni di Salvini, della sua gaffe, eccetera. Invece no. Invece mi giocherei una laurea in geografia - quindi non quella di Di Battista - che l'errore fosse voluto. Che fosse come in quelle pubblicità in cui a un certo punto appare e scompare una lampada sotto un copridivano in quello che tecnicamente si definisce un blooper. In questo modo, i social condividono l'errore per deriderlo e diffondono lo spot. Così, l'Etna al posto del Vesuvio serve a far condividere e a oscurare il Caporale che ai napoletani dava dei colerosi. Perché Morisi ne sa una più del diavolo. Cioè un miliardo più di Di Battista.