Nicola Porro, come molti esponenti della Destra iberico-transalpina (corrente Francia o Spagna) ha la querela facile. È quindi con circospezione che mi accingo a trattare il video nel quale il vicedirettore de Il Giornale di Paolo (risate) Berlusconi, ha espresso solidarietà e vicinanza “finché non crepo” a Casa Pound, organizzazione anticostituzionale che ha occupato un immobile al centro di Roma per ospitarvi i propri famigli, buona parte dei quali in grado di pagare regolare affitto altrove. Dopo il richiamo funerario – utile a innescare i peggiori troll nemici – l’elegante conduttore è andato di repertorio sostenendo che: il Pm che indaga le tartarughe sarebbe in conflitto d’interessi perché antifascista (quindi andrebbe cancellata Norimberga: i giudici erano tutti antinazisti); agli occupanti rossi non pensa nessuno (ne sgomberano a grappoli e se manifestano li menano, loro); ma soprattutto che lui sostiene i suprematisti alla gricia anche se fanno parte della Destra sociale (aka neofascismo) mentre lui appartiene alla Destra liberale. Che nel ’22 fu impalpabile o connivente rispetto all’ascesa mussoliniana. Direi che il cerchio chiude e ringrazio Porro per aver rappresentato come mai in Italia la destra liberale, appunto, non è mai esistita. Linea allo studio.