L'alba, con le sue striature di smog che rendono il cielo una meravigliosa tavolozza lisergica. Gli aperitivi in Corso Como a 28 euro, con la patatine in peltro. Gli ingorghi in Tangenziale Ovest per assicurarsi il posto negli ingorghi in Tangenziale Est. Il grigio nebbia, così diverso dal grigio smog. L'unico scontrino fiscale emesso in uno dei mercatini all'aperto dal 2012 a oggi. Le cartacce nel portaoggetti dell'auto in car sharing, quasi sempre biglietti di Povia. I furgoni in sesta fila "perché devo lavorare", e poi scopri che il lavoro è posteggiare furgoni in sesta fila. I cinesi di Paolo Sarpi che espongono solo cartelli in cinese, sui quali con ogni probabilità deridono i musi bianchi. Quello che ha deciso di chiamare i rider i fattorini, così quando glielo metti in the site lo capiscono un filo dopo. I giornali satirici che accusano Sala di costruire ciclabili perché vuole ucciderci tutti. Le cinque linee della metropolitana, anche se la 4 non è ancora pronta. L'ostilità delle commesse quando entra un ciccione malvestito come me. Sono solo alcune delle caratteristiche di Milano che me la fanno amare follemente. Così tanto che quando vedo come l'hanno trattata Gallera e Fontana, e con lei tutta la Regione, m'incazzo. E mi danno dell'anti-milanese.