I due Mattei, un aggiornamento da Palazzo Madama. Quello giusto ieri ha garantito leale appoggio a Conte. Quindi si vota giovedì prossimo. Il Matteo sbagliato ha urlato che i porti aperti hanno salvato migliaia di vite e quelli chiusi ne hanno cancellate altrettante. Cioè la verità. L’esegesi comune è che intendesse dire il contrario e abbia preso una papera, ma non va scartata la possibilità che ormai pur di stornare l’attenzione dal fatto che non sa più cosa accidenti dire, la spari sempre più alta sperando che noi lo si segua. In questa prospettiva, già è andata bene che non abbia sbocconcellato ciliegie durante l’intervento. Ma una parola di conforto, di pietas, di sostegno psicologico, giunga ai due senatori leghisti che giacevano nei pressi di Salvini e che, subito dopo la “confessione” di cui sopra, hanno applaudito entusiasti. I casi sono quattro: non hanno sentito. Seconda ipotesi: erano comparse di LeU infiltratesi profittando della mascherina. Terza: sono rinsaviti. Quarta: applaudono ad minchiam ogni salvinata perché sulla schiena hanno scritto “salve”. Scelga il lettore la più plausibile: a chi indovina, in regalo la coscienza del Caporale quando dice di aver salvato migranti. È intonsa.