(fotogramma)

Zanardi da Castelmaggiore

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Alex Zanardi è, tra gli altri talenti, una persona spiritosissima. Dopo il noto incidente, premiato ai Caschi d’oro, disse che gli tremavano le gambe. Poi andò da David Letterman e poggiò una delle sue protesi su un tavolo. Permise a Victoria Cabello di realizzare un promo mentre fingeva di suonare uno dei suoi arti bionici, lamentandosi scherzosamente solo al trentesimo secondo: “Ora me la ridai?”. Per Fabio Volo parodiò sé stesso, allora conduttore di Sfide, realizzando una breve clip, “Sfighe”, in cui rivelava di aver perso quel che sappiamo per colpa del trucco di un mago maldestro. Fabio, appunto. L’aggettivo solare, prima di lui non esisteva. È l’antiretorica che smonta il cosiddetto storytelling con la quotidianità. Chissà quanti partiti l’hanno corteggiato. Ma da subito, da quando la sua gloria focalizzata – in America era Dio, qui Briatore lo usava come spaventa-piloti – si era mutata in universale ammirazione, ha fatto dell’unire la sua missione. Universale, pur essendo un grande, enorme, italiano. Per questo sappiamo che se anche dovesse svegliarsi con qualche problema, ne farà battuta: “Fate come me, chiudete un occhio”. Lo aspettiamo. Tutti- Bandiera che non è altro. Sdrucita, e per questo ancora più bella.