Buongiorno e bentornati a “Opportunizzami questo”, rubrica che, in un italiano malamente creativo, ciancia di senso dell’opportunità e altre abitudini ormai perdute. Oggi parliamo della variabile social di una consuetudine che risale alla notte dei tempi: parlare di sé stessi con la scusa di commemorare un defunto, meglio se celebre. Si è sempre fatto, ma le nuove tecnologie contemplano la cosiddetta “sindrome della pizzeria”, ossia la pubblicazione di un’immagine con l’illustre scomparso nella quale si sia a propria volta ritratti. Un po’ come sui muri dei succitati locali di ristorazione, zeppi di maestranze che abbracciano sorridenti frequentatori celebri: da Carlo Azeglio Ciampi a Umberto Smaila. Attenzione: se tra le due figure fotografate è presente una reale e comprovata frequentazione (esempio di scuola: Carlo Verdone insieme ad Alberto Sordi), il problema non si pone. Se invece Maria Elisabetta Alberti Casellati Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare fa pubblicare dall’account del Senato un’immagine in cui, ritratta dal profilo migliore, con le luci giuste, riceve il baciamano di Ennio Morricone, di cui si scorge a malapena il volto, ecco, quello è inopportuno. Grazie e alla prossima.