Situazione Chiara

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Sembra incredibile, ma c’è ancora chi commenta la performance di Chiara Ferragni agli Uffizi. E, ancora più sconcertante, prosegue l’onda lunga dell’indignazione. Come se aver ingaggiato la celebre influencer per reclamizzare il museo rappresentasse un’iconoclastia inaccettabile da parte di chi cena a pane e Botticelli e non tollera altre figure femminili nei dintorni, nemmeno per il tempo necessario a un selfie su Instagram Aggiungo il mio contributo al chissenefrega: siete pazzi. Siete pazzi se pensate che la cultura non possa seguire vie misteriose eppure molto meglio asfaltate delle vostre. Siete pazzi se credete che il mezzo sia sempre il messaggio, e che il messaggio dobbiate essere per forza voi. Siete pazzi, egoisti, radicaloidi, se ritenete che il popolo dei social lordi il circolo esclusivo a cui pensate di appartenere. Quanto alla testimonial, che volendo potrebbe comprarsi tutti i critici compreso il sottoscritto, mi permetto un consiglio: la prossima volta li seppellisca con l’ironia. Qualcosa tipo: “La primavera: la capisce persino Chiara Ferragni”. Si risparmierà strali e pernacchie, e avrà gabbato questo Paesino , invero piuttosto patriarcale. Dove i giovani visitatori, dal selfie in poi, sono cresciuti del 27%.