(ansa)

Citizen Cain

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La scomparsa di Herman Cain, già candidato repubblicano alle Primarie Usa, negazionista del Covid, ammalatosi di coronavirus dopo un comizio di Trump a Tulsa al quale aveva partecipato senza protezioni, fornisce diversi spunti di riflessione. Il primo è sull’attualità del darwinismo. Il secondo è sul perché non fosse stato invitato insieme a Bocelli e agli altri al circo Barnum del Senato, giorni fa. Il terzo è sul nome della catena di locali che Cain amministrò Oltreoceano per diversi lustri: Godfather pizza. Cioè: la pizza del Padrino. Che è un po’ come se esistessero ristoranti russo/ungheresi chiamati “Arcipelago Gulasch”. Un Paese che riduce in burletta un’entità sanguinaria come Cosa nostra, la trasforma in mero fenomeno commerciale, una specie di simpatica etichetta con la quale non solo è normale convivere, ma da cui si possono ottenere, giocando su un fascino ambiguo, fior di profitti, è un Paese ammalato non di Coronavirus ma di un degrado morale che inevitabilmente tracima nella convivenza civile e la distrugge.
Adesso che ho descritto l’Italia, mi occuperei volentieri degli Usa. Magari domani.