Movida, movida mia

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L’affresco di Maurizio Crosetti su Repubblica di ieri racconta magistralmente la cosiddetta Italia della movida (termine spagnoleggiante che si usa solo in Italia: siamo provinciali pure in questo) che infrange le regole sul Covid in bilico tra sticazzi e complottismo cosmico. Sul tema, consiglio anche un cosiddetto vox populi ,molto diffuso sui social network, a firma Milanese Imbruttito, in cui italiani come noi spiegano che il virus è un complotto delle “Multistagionali” e che bisognerebbe schiaffeggiare chi indossa la mascherina. E fin qui… Poniamo però che una persona normale intenda per “movida” la necessità di muoversi. Magari in treno. Da un paio di giorni è in corso una battaglia tra le aziende di trasporto, che vorrebbero tornare a fatturare regolarmente, a convogli pieni, anzi: lo avevano già deciso, e gli organi di controllo. Ma ieri il Ministro Speranza è intervenuto e ha prorogato i posti a scacchiera a bordo di Italo e Frecce, sui quali dunque si continuerà a viaggiare distanziati. Ottima cosa. Io comunque consiglio di preferire i treni locali, evidentemente non pericolosi perché lì il distanziamento è stato abolito da mesi. Forse abbiamo inventato le carrozze-vaccino e lo stiamo tenendo segreto per paure che ce le copino i cinesi.