Prosegue il forsennato lavoro della Destra, parlamentare e non, per depistare – dopo i processi – l’opinione pubblica e ripulire l’album di famiglia dagli 85 morti della strage alla stazione di Bologna, di cui ieri ricorrevano i 40 anni, eseguita da manovalanza nera con la copertura dei servizi segreti e il finanziamento in dollari della P2. Si va da Giorgia Meloni che chiede la verità a Giuseppe Conte (ma certo) alle manifestazioni di piazza dei suoi fratelli (proprio ieri, proprio a Bologna, a sostegno della cosiddetta pista palestinese) o dei fasci veri e propri (a Roma, col terrorista Ciavardini come officiante) fino alla curiosa teoria esposta da un raffinato intellettuale per cui Mambro e Fioravanti sono innocenti perché a lui l’avrebbero detto e comunque la settimana prossima li vede a cena ed è tanto contento. Portano anche il timer per la pasta. Ma siccome il diavolo è nel dettaglio, mi pregio di segnalare il Giornale di Paolo (Risate) Berlusconi che ieri nel proprio sito ha freudianamente sbagliato titolo: “Cos’è successo a Bologna il 2 agosto 1940?”. C’è però un lato positivo: nessuno potrà mai negare che a quella data la stazione fosse piena di fascisti. Non resta che trovar loro un cognato a Gaza.