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Il presule di Ventimiglia, Antonio Suetta, sarebbe considerato un filo reazionario anche dal redivivo Monsignor Lefebvre. In primissima fila per contrastare la legge contro l’omofobia e dunque, per la proprietà transitiva, a favore di chi vuole poter violare la Costituzione senza correre rischi penali, ebbe a sostenere la necessità di un cattolicesimo sovranista. Qualcosa tipo “lasciate che i bambini vengano a me ma solo col permesso di soggiorno”. Ieri Attilio Fontana, ministro contro i degenerati del Conte 1 (che, ricordiamo, nulla ha a che fare col Conte bis, e se lo vede manco lo saluta) lo ha condiviso a seguito di una nuova e importante presa di posizione: “Il diritto a non emigrare precede quello di emigrare. A livello di cooperazione internazionale va anzitutto promosso il diritto delle persone a realizzare i desideri nelle loro terre d’origine”. Ossia, utlizzando 30 fumose parole anziché 4, “Aiutiamoli a casa loro”, il tipico grido di battaglia di chi non vuole aiutare nessuno, in alcun posto. Speriamo ne abbia avuto notizia anche Francesco. In modo da poter aiutare monsignor Suetta in un eremo, possibilmente senza Internet. Poi dice che uno dà l’8 per mille ai valdesi, dice.