(fotogramma)

Cateno Fiorello

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Quando si chiamavano Municipalizzate, le aziende comunali facevano più o meno quel che serviva. Raccoglievano l'immondizia, pulivano le strade, se c'era da cambiare un tubo se ne occupavano. Poi divennero multiutility, dall'inglese "multi" (le scuse che accampano a ogni guasto) e "utility" (da utili, quelli che macinano vendendo servizi al posto di fornire quelli cui sono vocati). Ma si può andare oltre. La multiutility di Messina si definisce "Società in house providing". Sembra una gang di deejay attempati, e forse la è, visto che alcune direttive recenti sembrano ideate da un formichiere sotto extasy o addirittura dal sindaco Cateno De Luca. Come la "sanificazione" delle spiagge cittadine tramite tizi in tuta da astronauta che spruzzano liquidi di vario genere sulla sabbia. Ripeto: sulla sabbia. In questo inverecondo troiaio per cui Conte, dopo il lockdown che sembrava averci salvati dal disastro, ormai apre e chiude cose a caso solo per tener buoni i sondaggi, ci salva sempre l'italico stellone del grottesco. Il saggista transalpino Genet sosteneva che il comico fosse il tragico visto si spalle. Perché non aveva conosciuto De Luca: l'unico che di facce ne ha due, una identica all'altra.