Un signore pavese l'altro giorno ha perso il papà. So cosa si prova: siamo tutti più deboli, cerchiamo motivazioni all'ineluttabile. Forse a causa dello stato emotivo, si è sfogato con un quotidiano nazionale sostenendo che i medici avessero conteggiato il padre tra le vittime del Covid, benché non ne fosse affetto. A riprova, ha allegato un certificato con la specifica dello status: "Indeterminato (da considerarsi positivo)". Ma non era la cartella clinica. Era il foglio riservato a chi si occupa delle spoglie: le salme su cui non è stato mai condotto l'esame vengono considerate positive in modo da essere trattate col beneficio del dubbio. Per motivi di profilassi. È una precauzione, non un dato statistico. Di più: in Liguria, dov'è avvenuto il trapasso, i decessi da Covid di quel giorno furono zero. Insomma: un comprensibile errore filiale. Altro è se un luminare della Medicina, il professor Zangrillo, diffonde la storia sui social rilanciando virgolettati. Titillando cioè, volontariamente o no, la teoria del "NONCIELODICONO" che di solito attiene ai complottisti più beceri. Gentile professore, lo chiedo umilmente: potrebbe smetterla di ridurre il virus a una battaglia politica? La residua convivenza civile gliene sarà grata. E, credo, pure la medicina.