La sconfitta dei mille

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Il Giornale dei Giusti ha sparato in prima le foto segnaletiche dei “Poteri forti” che sostengono il No. Poteva stampare quelle di vota No in genere: siamo quattro gatti. Quel che mi ferisce personalmente è il mancato inserimento tra i reprobi, dacché ho scritto per primo in questo francobollo che avrei scelto la sconfitta, ispirando così l’endorsement del direttore Molinari. Che mi telefona quasi ogni giorno (a volte, confesso, metto la segreteria) per chiedermi la linea del giornale. Però forse è giunto il momento di confessare. Hanno ragione. È vero. Voterò No non per intima convinzione – peraltro molti miei amici votano Sì, e ci si vuol bene uguale – o perché affidare un intero Paese a 200 tizi del Senato nominati dai partiti mi pare una cosa che manco un supercondominio. Troppo facile. La verità è che in una riunione del gruppo Bilderberg insieme a Lilli Gruber, Soros, alcuni rettiliani, Nini Salerno e Franco Oppini dei Gatti di Vicolo Miracoli, quelli che danno fuoco ai bus della Raggi (cioè la Raggi), due coccodrilli e un orangotango, abbiamo deciso che sposare con convinzione una battaglia perdente avrebbe rallentato un rivoluzionario “piano di rinascita nazionale”. Sì, come quello della P2, noto potere debole che preconizzava il taglio dei parlamentari. Ops.