(ansa)

Mosca e cocchiere

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte Bis, intervistato dal giornale della gauche/droit caviar milanese, ha dichiarato che Vladimir Putin starebbe per avviare una commissione d’inchiesta sul caso del dissidente russo Alexei Navalny, avvelenato nei giorni scorsi con le medesime modalità usate per Anna Politkovskaja, Aleksandr Litvinenko, e altri personaggi che per una curiosa concatenazione di coincidenze erano tutti nemici personali dello Zar. Con una nota, l’ambasciata russa ha smentito Conte Bis, sostenendo che una commissione d’inchiesta su Navalny se la sogna. Cosa può essere successo? A) Qualcuno al Cremlino ha effettivamente pensato di aprire una commissione d’inchiesta, ma è deceduto dopo aver assunto una bevanda calda. B) I russi pensavano realmente di aprire una commissione d’inchiesta, ma si è chiusa dopo pochi istanti con il timbro “Siamo stati noi”. C) Il traduttore era Cinque Stelle, quindi capisce il russo ma fatica con l’italiano e ha riferito male. In ogni caso: una commissione russa sul tentato omicidio di un dissidente è come Gasparri che scrive una legge sulle tv di Berlusconi. Quindi il problema principale, ove gliel’avessero detto per davvero, è che Conte se la sia bevuta. Per fortuna non era una tazza di tè.