(ansa)

Giù al Nordio

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L’ex Pm veneziano Carlo Nordio, celebre per aver indagato Massimo D’Alema quando era presidente del consiglio, arrivando a farlo risarcire per 6000 euro, è tuttora considerato un aruspice dalla Destra italiana e del suo garantismo a corrente alternata. Commentando la vicenda del processo a Matteo Salvini, ha dichiarato: “Non può essere un reato, addirittura sequestro di persona, aver impedito a un gruppo di migranti di scendere da una nave per alcuni giorni, quando il capo del Governo ha impedito a 60 milioni di italiani di uscire di casa per due mesi”. Nordio, violando il tradizionale riserbo, ha anche aggiunto che pure Giuseppe Conte dovrebbe essere indagato. Non c’è nulla di male, per carità, nel praticare il benaltrismo carpiato, né nel parlare a nuora (il Giornale) perché suocera gli assegni un ministero nel prossimo esecutivo presieduto dal Capitone. Mi permetto però di sollevare due questioni. La prima: che un uomo dello Stato si butti a casaccio su carte che non conosce è uno spettacolo oltremodo deprimente. La seconda: il prossimo Governo lo presiede suocera Meloni. La prossima volta meglio cambiare citofono.