(ansa)

Livin’ la vida l’oca

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Solo non si vedono i due liocorni. La corsa al Campidoglio è partita con la possibile discesa in campo per il cosiddetto centrodestra di Massimo Giletti, che ieri però ha dichiarato: "Non smentisco". Quindi sta giocando al rialzo con La7 e se lo ottiene non si candida manco per 'sto par de ciufoli. Carlo Calenda, invece, esponente del centrodestra nel centro del centrosinistra, aveva smentito più volte nei giorni scorsi una possibile candidatura. Quindi lo fa. Anche se non è chiaro con chi. Tanto che in rete sono già apparsi numerosi account di sostegno tipo Noi con Calenda, viva Calenda, c'è Calenda per te, Bimbe e bimbi di Carlo Calenda, che hanno purtroppo provocato al candidato in pectore, all'atto di gestirli tutti, una sublussazione al pollice destro. Si registra anche la provocazione di Enrico Letta, che ha declinato l'invito, in chiara polemica coi Cinque Stelle e la loro incapacità di declinare anche i sostantivi più semplici. Ma nel bar di Guerre Stellari che già si assiepa sulle spoglie della Città-Eterna-Finché-Dura, pare circoli una candidatura decisamente più surreale, imbarazzante, improponibile, grottesca, incredibile, irricevibile, ingiustificabile: dice che ci riprova la Raggi.