Poi dice che Facebook non serve a niente. Ieri ad esempio mi ha ricordato un post invero non memorabile che pubblicai un anno fa, cioè la parodia del famoso libro su Bibbiano che Alessandro Di Battista aveva annunciato a suo tempo per Fazi Editore (allora scrissi Giunti: giustamente mi chiamarono minacciando di bruciarmi la casa) sull’inchiesta relativa ai presunti abusi nella separazione di minori dai genitori perpetrati in un piccolo comune del Reggiano. Il titolo del libro parafrasava un noto hashtag e suonava più o meno così: “#parlatemidibibbianocheiononcihocapitoun c***o”. Nel frattempo il libro vero non è mai uscito, quelli che definivano il Pd “il partito di Bibbiano”, sottintendendo una sorta di PeDofilia politica, sono al governo col MoVimento dello scrittore per mancanza di prove, il quale tiene lezioni di giornalismo nelle quali spiega agli altri come si trovano le notizie, e tenta di scalare quel che resta del suo partito dopo che il medesimo si è abbarbicato al Partito di Bibbiano pena la scomparsa politica. Se posso suggerire un hashtag adatto alla situazione: #parlatecididibattista.