La mancata vittoria del comunismo ha alcuni lati positivi: ad esempio, garantisce a tizi come la Meloni, o Zangrillo, di dire che siamo sotto dittatura, o che il Covid19 è morto, senza essere prelevati da una polizia segreta a caso. Ma c’è anche qualche problema. Tipo che le multinazionali di tanto in tanto ti prendono per i fondelli con tale rotondità che Giotto al confronto era Picasso. Prendiamo la Apple. Non è una metafora: prendiamo la Apple, e paghiamola molto. Lo dice un tizio che possiede un iPhone, scrive questa rubrica su un MacBook, indossa un Watch, ha speso negli anni – anche senza compulsività edonistica, ma aiutato da una certa tendenza a smarrire oggetti – cifre tali per cui, se andate a Cupertino, troverete una mia statua nell’atto di aprire il portafogli. La Apple, presentando il suo nuovo Smartphone, che è tipo il precedente ma implementa il 5G, quindi rischi che un grillino cerchi di darti fuoco, ha espunto dalla confezione auricolari (200 euro) e caricatore (25 euro) con l’obiettivo dichiarato di manlevare l’ambiente da ulteriori vessazioni: “Usate quelli vecchi”. Ora, davvero, va bene tutto, ma che il sistema operativo più chiuso e meno ecologico del mondo si arroghi il diritto di sfottere così chi lo finanzia, ha una sola risposta: Android. Stay hungry, state freschi.