Italiano medio

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Lo scrivano satirico, deprivato dello sberleffo, diventa moralista e noioso. Io, quasi sempre e me ne scuso. Oggi, pure. Perché mentre fuori si avvicina il tuono sordo della paura, curiosamente con un crepitio di allegre musichette a fargli da colonna sonora, sono inciampato, ieri, in un sorriso. Per il compleanno di Alex Zanardi. Per il fatto che in qualche anfratto dei suoi poderosi neuroni, ne sono certo, stesse lì a festeggiarlo. E a ridere di noi che ancora facciamo i distinguo sull'indice di contagio, sul lockdown-ma-solo-un-po', sui soldi che potremmo perdere e per le vite che perderemo, ma pare conti meno. Ho pensato a quanto tutto possa essere relativo, quando il destino ti ha un'altra volta teso l'agguato, e pure stavolta gli è andata male. Ho goduto che un quasi compaesano fosse diventato, incidentalmente, avverbio non casuale, un italiano che piace a tutti gli altri italiani. L'unico, forse, cui nessuno avrebbe detto nulla se avesse potuto dire di scaricarla, 'sta Immuni. Che poi magari non sanno dove mettervi, ma intanto non ammazzate nessuno. Finirà questo infarto della storia. E Alex sarà lì a sorriderne, lo so. E a sorridere di noi, che non sappiamo come e dove stiamo, ma l'affrontiamo, il tempo che c'è, stizzosi e altezzosi. Buon non compleanno. Campione.