Scherzi del kazakho

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Chissà se sposterà qualche voto, il secondo Borat di Sacha Baron Cohen. Chissà se le vicende del cronista kazakho alle prese con gli Usa colpiti da Trump e dal Covid, in ordine di nocumento, ci daranno la risposta definitiva sul ruolo della satira e sulla sua efficacia.
Quel che è certo è che Donald Trump l'ha presa malissimo e ha insultato pubblicamente l'autore/attore. Il presidente della nazione più potente al mondo che duella con un tizio che va in giro con la mascherina a mo' di perizoma: quest'è. Perché è stato costretto a farlo? Perché a parte la Fox, non dispone del fuoco di sbarramento mediatico che da noi avrebbe coperto di letame Cohen: quanto guadagna? Chi c'è dietro? Comunista! Per fortuna negli Stati Uniti gli editori puri sono più puri che da noi, e gli elettori non hanno bisogno di un qualche talk sovranista per distinguere tra un comico forse un po' sguaiato, che usa parole estreme, battute volgari, abbigliato in modo ridicolo, con una pettinatura discutibile, e Sacha Baron Cohen.