(agf)

Peggio Calabria

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Il presidente della Calabria, Spirlì, è un tipetto sbarazzino che chiama “froci” gli omosessuali e “negri” le persone di colore, per il gusto della (crede lui) provocazione intellettuale. Piccolo dettaglio: in Italia, Spirlì è parte di una nutrita maggioranza. Quindi è anticonformista come Andrea Agnelli quando grida Forza Juve. Ieri, intervistato su La7, si è molto adombrato per la possibile candidatura di Gino Strada a commissario della sanità nella sua Regione. La possibilità, dice Spirlì, sarebbe una sorta di epiteto, dacché (immagino) Gino Strada opera normalmente in territori disagiati, dimenticati da dio e dagli uomini, preda di bande armate, in cui la prepotenza dei pochi travolge la vita dei molti. Qui ci starerebbero bene due o tre di quelle generalizzazioni che piacciono agli Spirlì, ma lo scrivente coltiva il bene comune dell’ipocrisia. Eviterò. Mi limito a segnalare che, sui social, molti antagonisti calabri di Strada temono che li riempia di “negri” (come direbbe Spirlì). Mi sia perciò consentito un pacato invito a una scelta di campo: o non vi va bene perché vi riempie di negri, oppure perché li aiuta a casa loro e dunque è buonista. Entrambi non si può. Altrimenti, se è consentita una piccola concessione al lessico spirlista, siete solo quattro razzisti di m***a.