(siano)

Campania a festa

1 minuti di lettura
Diversi quotidiani (nonché telegiornali, e altre testate aventi un qualche contatto con la realtà) hanno dato enorme risalto, ieri, alle fotografie di una Napoli semi-deserta in ottemperanza al Dpcm sul Covid. Le immagini avevano un tono elogiativo, ovviamente. Ma il retrobottega culturale si stagliava in controluce: pazzesco, rispettano le regole. Mi torna in mente il titolo di un giornale francese quando il fumo fu vietato nei locali italiani: “Divieto di sigaretta! In Italia!”. Gli amici transalpini ci arrivarono anni dopo, mentre da noi era diventata una norma ampiamente condivisa. Che nonostante il bullismo espressivo dei maggiorenti cittadini e regionali (e non in ragione dello stesso) Napoli tenga fede a un patto sociale, è solo la dimostrazione di un’ovvietà: regole chiare producono effetti certi. Specie se di buon senso. E anche che noi informatori siamo pigri. Certo: da una foto un po’ pelosa agli editoriali di certi quotidiani satirici sui “terroni”, ce ne corre. Però rispettare i napoletani sarebbe il primo passo per rispettare gli italiani tutti. Perché Napoli siamo tutti noi, solo con qualche colore acceso in più.