(ansa)

‘Cca nisciuno è scisso

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Ieri Matteo Renzi ha dichiarato a Lucia Annunziata che l’anno prossimo celebrerà (sì: celebrerà) la scissione di Livorno da cui nacque il Pci con un evento a cui inviterà Tony Blair “perché la Sinistra o è riformista o perde, come insegna @joebiden”. L’intera locuzione andrebbe ricostruita, nel suo senso ultimo, dal Ris di Parma. Perché Renzi debba celebrare la nascita di un partito col quale non ha nulla a che fare, intanto, non è dato sapere. Però apre prospettive. Quasi quasi nel 2021 celebro la nascita degli addominali a tartaruga. Che la Sinistra debba essere riformista sennò perde è inoltre abbastanza opinabile: senza Pisapia avremmo ancora la Moratti, senza Vendola la Puglia sarebbe ancora nel buio più Fitto, senza Prodi (che rispetto a Renzi è oggettivamente un incrocio tra Che Guevara e un usciere di Cavriago) Berlusconi le avrebbe vinte tutte… A meno che “Sinistra riformista” non significhi “Forza Italia” e tutto tornerebbe. Infine, il tema: la vittoria. Il fondatore di Italia Viva che insegna ad altri a vincere è un po’ come se il Crotone organizzasse un convegno per spiegare al Sassuolo come si arriva primi in classifica. Non è vietato. Ma, ecco, (al momento) rischia di essere un po’ inopportuno.