La cultura. Apriamo il cancello del sapere
di Simonetta Fiori , di Simonetta FioriE' stata Arundhaty Roy a trovare l’immagine più efficace per descrivere il tempo presente. Siamo come davanti a un cancello sospeso tra un mondo e un altro. Possiamo scegliere di attraversarlo portandoci dietro le zavorre delle nostre avidità oppure possiamo varcare quella soglia con un bagaglio più leggero, pronti a immaginare un pianeta diverso e a lottare per ottenerlo. L’unica cosa certa è che, dopo la pandemia, indietro non si torna. E in ogni campo del sapere, nell’anno che ci aspetta, si cercano nuove bussole per un’era largamente ignota.
Nella geografia culturale disegnata dal virus sono cambiati i punti cardinali. Ed è stata messa in discussione quella prospettiva antropocentrica che ci ha impedito finora di mettere a fuoco la nostra coappartenenza al sistema della vita, umana e non umana, insieme ad altri soggetti. Ma come sta mutando la definizione di umano? E quali sono le nuove responsabilità nei confr…
E' stata Arundhaty Roy a trovare l’immagine più efficace per descrivere il tempo presente. Siamo come davanti a un cancello sospeso tra un mondo e un altro. Possiamo scegliere di attraversarlo portandoci dietro le zavorre delle nostre avidità oppure possiamo varcare quella soglia con un bagaglio più leggero, pronti a immaginare un pianeta diverso e a lottare per ottenerlo. L’unica cosa certa è che, dopo la pandemia, indietro non si torna. E in ogni campo del sapere, nell’anno che ci aspetta, si cercano nuove bussole per un’era largamente ignota.
Nella geografia culturale disegnata dal virus sono cambiati i punti cardinali. Ed è stata messa in discussione quella prospettiva antropocentrica che ci ha impedito finora di mettere a fuoco la nostra coappartenenza al sistema della vita, umana e non umana, insieme ad altri soggetti. Ma come sta mutando la definizione di umano? E quali sono le nuove responsabilità nei confronti dei nostri simili e delle altre forme di vita? Dai laboratori di ricerca intellettuale alle grandi manifestazioni artistiche, le domande in fondo sono le stesse, seppure con esiti diversi. E se la Biennale Arte ritrarrà la fine dell’antropocentrismo immaginando una nuova comunione con l’animale e con la terra, tra l’animato e l’inanimato – e mettendo in scena corpi ibridi scaturiti dalla fusione con la tecnologia – alla Fondazione Feltrinelli ci si interroga sulle conseguenze etiche e politiche di questo rovesciamento di prospettiva.
Cambiano le lenti attraverso le quali osservare la realtà. Ma questo non significa rinunciare a interrogarsi sul valore della dignità umana e sulle crescenti diseguaglianze che colpiscono il pianeta. Alla giustizia sociale sarà dedicato il Festival internazionale dell’Economia laterziano, al suo debutto torinese. E in chiave diversa lo stesso tema attraverserà l’appuntamento quinquennale di Kassel, una delle piazze artistiche più importanti d’Europa.
Superare i limiti, oltrepassare la soglia. La nuova frontiera della storiografia è rappresentata dagli studi transgender, nel tentativo di trovare un punto di vista diverso da quello maschile e femminile: la ricerca è in corso, non sappiamo con quali esiti.