Il ritorno della frontiera
di Ezio Mauro , di Ezio MauroE l’anno del ritorno della frontiera. Dopo aver abolito con la moneta unica i vecchi muri tra gli Stati, l’Europa scopre alle soglie del 2022 di avere di nuovo un confine esterno, geograficamente marcato, politicamente sensibile, storicamente simbolico. Corre tra i Paesi Baltici e la Russia, la Bielorussia, l’Ucraina, per poi scendere fino al Mar Nero e alla Turchia. Il Novecento ha danzato su questa parte del mondo, imprigionandola e poi liberandola. Il nuovo secolo sembrava nascere su una geografia pacificata, risolta, che traduceva nel disegno del continente la sconfitta definitiva dei totalitarismi e la supremazia finale della democrazia vittoriosa. Un’illusione subito minacciata dall’attacco del terrorismo islamista alle due torri, e infine cancellata dagli attacchi diretti alla democrazia da parte dei risorgenti autoritarismi: che propongono ai cittadini disorientati dalla doppia crisi economica e sanitaria un modello semplificato di governance e di…
E l’anno del ritorno della frontiera. Dopo aver abolito con la moneta unica i vecchi muri tra gli Stati, l’Europa scopre alle soglie del 2022 di avere di nuovo un confine esterno, geograficamente marcato, politicamente sensibile, storicamente simbolico. Corre tra i Paesi Baltici e la Russia, la Bielorussia, l’Ucraina, per poi scendere fino al Mar Nero e alla Turchia. Il Novecento ha danzato su questa parte del mondo, imprigionandola e poi liberandola. Il nuovo secolo sembrava nascere su una geografia pacificata, risolta, che traduceva nel disegno del continente la sconfitta definitiva dei totalitarismi e la supremazia finale della democrazia vittoriosa. Un’illusione subito minacciata dall’attacco del terrorismo islamista alle due torri, e infine cancellata dagli attacchi diretti alla democrazia da parte dei risorgenti autoritarismi: che propongono ai cittadini disorientati dalla doppia crisi economica e sanitaria un modello semplificato di governance e di leadership, senza controlli e contrappesi, per dispiegare completamente tutta la potestà dei nuovi sovrani, consacrati e protetti dal voto popolare.
Dunque il nuovo confine non è casuale, e non è nemmeno una sovrastruttura artificiale, estranea alla vicenda storica e al sentimento popolare. Anzi, è immediatamente evocativo, in quanto resuscita esattamente la contesa tra le due metà del mondo che si sono confrontate per tutto il periodo della Guerra Fredda, come se la storia dopo aver fatto un giro ritornasse al punto di partenza, incapace di uscire dai vecchi equilibri. Perché dall’altra parte della frontiera noi troviamo nel 2022 il “nemico ereditario” dell’Europa politica: l’Est che ritorna.
Ma occorre un passo in più per reggere questa sfida. Con l’Est non devono confrontarsi i singoli Paesi bensì l’Occidente, attingendo al suo patrimonio di storia e di filosofia della politica, al suo deposito di cultura, di tecnologia, di diritto e di civiltà. Ma l’Occidente, che è oggi guidato da un leader in ritirata come gli Stati Uniti, e che ha appena conosciuto la trasgressione trumpista ai valori liberali della Costituzione, ha più che mai bisogno di Europa per essere se stesso.