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È l'anno delle donne, sempre agguerrite e contro l'arroganza

In questo cammino di emancipazione c’è una naturale ineluttabilità. E quindi per l’universo femminile il futuro sarà più sensato, più potente, più libero. Più, ogni anno di più. “Voi siete più…”, come diceva Troisi
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Come sarà il 2023 delle donne? Lo hanno chiesto a un uomo, e l'unica certezza che ho, è che qualsiasi cosa scriverò, sarà sbagliata. Questa è la condizione in questo momento (e anche nel 2023, di sicuro) di un uomo che vuole parlare delle donne; ma la cosa non mi turba, anzi mi dà una serenità spirituale che vorrei avere in ogni situazione della mia esistenza. Se sono sicuro di sbagliare, se non c'è la possibilità di dire una cosa giusta, non c'è motivo di preoccuparsi. Perché, anche se mi capitasse di dire una cosa giusta (ma è improbabile), cadrebbe su di me il sospetto fortissimo di essere ipocrita. È un po' come quando in quel film Massimo Troisi dice: "voi donne siete più..." - e viene interrotto da una reazione aggressiva; e allora sconcertato dice: "pensa se dicevo voi donne siete meno...".

È impossibile parlare, impossibile capire, impos…

Come sarà il 2023 delle donne? Lo hanno chiesto a un uomo, e l'unica certezza che ho, è che qualsiasi cosa scriverò, sarà sbagliata. Questa è la condizione in questo momento (e anche nel 2023, di sicuro) di un uomo che vuole parlare delle donne; ma la cosa non mi turba, anzi mi dà una serenità spirituale che vorrei avere in ogni situazione della mia esistenza. Se sono sicuro di sbagliare, se non c'è la possibilità di dire una cosa giusta, non c'è motivo di preoccuparsi. Perché, anche se mi capitasse di dire una cosa giusta (ma è improbabile), cadrebbe su di me il sospetto fortissimo di essere ipocrita. È un po' come quando in quel film Massimo Troisi dice: "voi donne siete più..." - e viene interrotto da una reazione aggressiva; e allora sconcertato dice: "pensa se dicevo voi donne siete meno...".

È impossibile parlare, impossibile capire, impossibile essere sensati. Tutto questo ha dei motivi, che appaiono persino ovvii. Si potrebbe pensare che un augurio per il 2023 sia una minore aggressività - ma sarebbe un errore. Quindi non penso affatto che le donne, nel 2023, debbano essere meno incazzate. Ovviamente non sto parlando di quelle donne che in un momento tragico e decisivo della Storia stanno lottando per i diritti fondamentali, come in Iran; in quel caso potrei dire solo cose giuste; e in realtà sarebbe l'unica cosa di cui occuparsi. Ma è di tutti noi che stiamo qui, che si può parlare in una condizione decisamente migliore, e dove le differenze non sono così brutali, ma sono comunque visibili.

Il problema vero è che gli uomini, e in questo caso conviene chiamarli maschi, hanno operato in modo opposto fino a poco tempo fa (fino a quella frase di Troisi?): qualsiasi cosa dicevano, era giusta; e se per caso non era giusta, era pure meglio, perché volevano avere ragione ancora di più, e in quel caso adoperavano la loro brutalità. È chiaro (ho paura di sbagliare anche dicendo questo, quindi puntualizzo) che sto ponendo una questione temporale solo per convenzione, perché di maschi che vogliono avere per forza ragione ce ne sono ancora moltissimi.

Quindi, alle donne che vivono in un mondo che consideriamo civile ed evoluto, auguro nel 2023 di non incontrare maschi che vogliono spiegare come si fanno le cose, che ti sfilano un oggetto dalle mani perché ti fanno vedere loro come si usa, che tu non l'hai capito. Che quando parlano non guardano negli occhi le donne, e si rivolgono soltanto agli altri maschi presenti. Che ti interrompono perché devono spiegarti meglio, e comunque sentono l'urgenza di dire una cosa più intelligente e necessaria. Che ti trattano con affettuoso paternalismo.

E i peggiori sono i maschi della nuova specie, quelli evoluti e consapevoli: la vecchia specie era convinta di non essere arrogante, ma anzi gentile, intanto che era arrogante; la nuova specie è invece fermamente convinta di non adoperare assolutamente questo modo di rapportarsi a una donna, si sorprende e si indigna per l'accusa; intanto che è arrogante. I primi non se ne accorgevano, questi altri invece sono proprio convinti di essere innocenti. Quindi, ripartendo dalla questione iniziale: perché questa aggressività? È giustificata? La risposta è sì.

In questo cammino c'è un'ineluttabilità. E quindi l'anno che verrà sarà più sensato, più potente, più libero. Più, sempre più, ogni anno. Voi donne siete più..., come diceva Troisi. Ma ogni giornata del prossimo anno sarà presente un piccolo sopruso, una distrazione, un ignorare involontario. Ecco perché l'aggressività non può sparire. Perché lì dove il mondo dà il peggio di sé, colpisce soprattutto, e spesso esclusivamente, le donne. Ma tra gli uomini che fiancheggiano le battaglie per le donne, si annidano maschi inconsapevoli. Perché lì dove le lotte sono epocali e le rivoluzioni sono storiche, essendo tutto più gigantesco e purtroppo molto tragico, il nemico è chiaro e visibile. Lì dove c'è un mondo che si ritiene civile, il nemico sfugge, perché si descrive come progredito oltre ogni limite, e quindi si ritiene immune.

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E alla fine l'immunità torna, come nel retrogrado. Ma la particolarità di questa condizione, direi l'unicità, è la seguente: chi la subisce (le donne) si accorge anche del minimo sopruso. È chi la opera che non se ne accorge. Perché all'arroganza siamo stati educati. A un'esibizione di violenza trattenuta siamo stati educati (e molte volte, poi, la violenza esplode). Quindi non possiamo promettere di essere innocenti. Eppure, nonostante tutto, nonostante le tante parti buie, per l'andamento naturale del progresso, per le donne sarà un anno migliore, il 2023. E del resto, ogni battaglia per la libertà di qualcuno, di un individuo, di una parte, di un gruppo, coincide e deve coincidere sempre con la battaglia per la libertà di tutti.