✕

Lo straniante cibo d’Islanda

Uno sguardo un po’ sgomento sulle “leccornie” dell’isola vulcanica d’Europa, tra dolci danesi e barrette proteiche
2 minuti di lettura

L’Islanda è un paese geologicamente in fasce. Ci sono vulcani che eruttano, terre che tremano, pozze che esplodono in getti bollenti e, d’estate, giornate infinite che regalano stranianti illusioni di immortalità. In questa terra impervia, dove la quotidiana sopravvivenza agli elementi parrebbe l’unica occupazione possibile, c’è spazio per un cibo che non sia mero nutrimento ma anche gusto, cura, felicità dei sensi? Il dubbio mi ha assalito in ascensore - in realtà una primitiva piattaforma - che ci stava calando 120 metri sotto terra dentro la pancia di un vulcano, sperabilmente inattivo. Già, perché, come a Roma si può visitare la Camera dei deputati, in Islanda si può visitare una camera magmatica. La discesa durava sette minuti. Un tempo infinito per me, creatura cittadina e di pianura. Così, per stemperare la tensione, con voce stridula e fintamente garrula, ho espresso il mio interrogativo ai due prestanti vichinghi che, in veste di Caronte, ci traghettavano negli abissi.

Quali…

L’Islanda è un paese geologicamente in fasce. Ci sono vulcani che eruttano, terre che tremano, pozze che esplodono in getti bollenti e, d’estate, giornate infinite che regalano stranianti illusioni di immortalità. In questa terra impervia, dove la quotidiana sopravvivenza agli elementi parrebbe l’unica occupazione possibile, c’è spazio per un cibo che non sia mero nutrimento ma anche gusto, cura, felicità dei sensi? Il dubbio mi ha assalito in ascensore - in realtà una primitiva piattaforma - che ci stava calando 120 metri sotto terra dentro la pancia di un vulcano, sperabilmente inattivo. Già, perché, come a Roma si può visitare la Camera dei deputati, in Islanda si può visitare una camera magmatica. La discesa durava sette minuti. Un tempo infinito per me, creatura cittadina e di pianura. Così, per stemperare la tensione, con voce stridula e fintamente garrula, ho espresso il mio interrogativo ai due prestanti vichinghi che, in veste di Caronte, ci traghettavano negli abissi.

Quali sono le leccornie islandesi? Cosa ritenete imperdibile per un visitatore (sempre che il montacarichi non si rompa)? Se noi, quando siamo all’estero, sogniamo tagliatelle al ragù, patate riso e cozze, focaccia e mozzarella, a voi quali piatti mancano? I due energumeni, incuranti dei sussulti e del clangore della piattaforma contro le rocce, si sono illuminati. «Il gelato!» ha esclamato il primo, senza esitazione. Ai nostri sguardi perplessi ha spiegato che in Islanda servono, direttamente dal distributore, gelato alla vaniglia, che si guarnisce con innumerevoli opzioni: dalla frutta ai cereali passando per barrette al cioccolato, praline multicolore, marshmallow e altri audaci stravizi, il cui unico limite è l’umana fantasia. «I dolci danesi!» si è illuminato l’altro, elencando deliziato rotoli alla cannella, fagotti con la crema, brioche al burro. «Lo so, sono danesi, ma a Reykjavik li facciamo molto più buoni che a Copenhagen».

Lo sconforto per la sorte gastronomica di questo popolo si è aggiunto alla claustrofobia lavica. Ma le nostre guide non si sono perse d’animo. «C’è lo squalo fermentato che tuttavia è una prelibatezza solo per palati selezionati» ha proseguito uno. «Avete provato il merluzzo essiccato?», ha domandato l’altro. Ho annuito desolata, pensando al pacchetto giallo con la scritta Bitafiskur, traboccante di pezzi di pesce secco, acquistato in un momento di dissennata baldanza, evaporata al primo assaggio. «È ottimo per merenda insieme al burro!». Hanno poi citato, con l’acquolina in bocca, l’agnello («il migliore del mondo»), il pane di segale e gli hot dog. In un gran fragore, siamo atterrati. I due erano di ottimo umore perché il sapore di casa scalda l’anima anche a chi abita i ghiacci o il vulcano. Noi, forti della nostra nuova consapevolezza, siamo andati alla scoperta della camera magmatica. Terrificante e magnifica, come l’Islanda. E come, forse, il suo cibo.

Leggi i commenti