Gennaio 2024, anno nuovo, che paura! C’è una madre che si sfoga agitando i riccioli crespi, giovane come sono adesso le donne che vogliono esserlo, in più vestita da operaio chic, molto carina. Ama la sua unica figlia, 19 anni, carinissima, che si è presa un anno sabbatico lavorando, prima di scegliere cosa farà da grande.
È una mamma preoccupata, con una bella ragazza in casa e neanche l’idea di andarsene all’avventura come tutti i ragazzi volevano anni fa, adesso invece liberi di fare quel che vogliono ma stretti a mamma e papà. Anche lei ha avuto un paio di anni fa il suo periodo di disperazione e la mamma non le fa domande, non vuole sapere, sono cose sue, ormai alla verginità non crede più nessuno.
È una ragazza sola, come le sue amiche. Ma qui a Milano, a vent’anni, non dovrebbero marciare tutte assieme contro i femminicidi? «Quando ci sono i casi lo fanno, poi gli passa e quello che gli manca è un fidanzato». Sono ragazze che sognano poco, non hanno granché di mete, non sanno cosa diventare, e poi vedono quelle che mettono al mondo i bambini e diventano schiave.
La sua ragazza sta sempre in casa? «Macché, escono tutte le sere con gli amici. Fossero come ai miei tempi trombamici, cioè un amico che, mi scusi, tromba, invece no: sono i ragazzi a non averne più voglia». Cosa dice? «Sì, gli è passata la voglia, non c’è più l’adolescenza, appena possono scopano e non chiedono neppure come ti chiami». Ma allora perché gli uomini uccidono le donne? «Io questo non lo so. Se gli rispunta il patriarcato o se rimpiangono la mamma». Sua figlia la sera esce sola? «Non più, non si può più: mio marito o io l’accompagniamo per esserne sicuri. La sera a Milano diventa pericoloso, ma proprio in corso Venezia, in San Babila eccetera. Poi guardi che tutti difendono i rapper italiani, che senti urlare di stupri, ammazzamenti con ragazzine di dieci anni che li adorano». Lei vuole dire che c’è una parte della società a cui tutto sembra possibile? «Sì, siamo andati forse troppo oltre, e non abbiamo riflettuto sul Covid: a noi adulti quella malattia ha procurato tante tragedie e morti. Ma è su chi stava crescendo che ha colpito duramente: ragazzi che per tanti mesi non sono usciti di casa e si sono persi mentre stavano crescendo, proprio quando cominciavano a trovare le amicizie e i primi amori. Ci sono amiche di mia figlia che hanno cominciato allora a prendersi l’anoressia, a tagliarsi le braccia di nascosto».
Gennaio 2024 e poi non si sa, potrebbe venire anche il Diluvio Universale. Si dovrebbe dire che in un momento piuttosto disastroso le prime a parlare di cose inutili sono proprio le senatrici che dichiarano di voler essere chiamate senatrici e non senatori. Magari bisognerebbe sapere chi sono i morti senza nome in Ucraina, in Israele, a Gaza. Uccisi a centinaia e di loro si dice solo morti 20, morti 200, morti 2000, tutte vite che una vita non ce l’hanno più. Non si sa perché vogliono essere chiamate senatrici adesso, 70 anni dopo il ’47!
Bene ragazze, iniziamo un anno nuovo che non si presenta lieto, donne fatte fuori con un odio forsennato in grande quantità. E la signora Premiera, col centesimo e agghiacciante abito verde (no, mi scuso, lei preferisce il maschile, premier), che mantiene il suo consenso e se urla lo fa con grazia. È sola, carina, adesso ha anche i capelli biondi piastrati e purtroppo, bisogna dirlo, può apparire persino sexy: adesso deve occuparsi anche del Giambruno che si è rifatto vivo e chissà cosa ci riserva. Tornerà a pregare la sua ex Signora di riamarlo? Le farà delle scenate? Comparirà con una nuova fidanzata? Si sposerà? Farà una fiction? E lei: si fidanzerà con un magnifico principe nero? Sposerà un miliardario americano, metti tipo Elon Musk e i suoi 11 figli compresi la transgender? Oppure si comporterà come Giovanna d’Arco, Santa nel 1920 e patrona di Francia nel 1922? O si rimetterà col Giambruno?
Un augurio posso farlo a noi signore. Io di questi qui non mi fido, sono troppo vecchi e se ne fregano, tanto che neppure i più casinisti vengono cacciati quando non sanno l’inglese (ministro Pichetto Fratin!). Il post-fascismo ce l’hanno nel sangue come carbonella, tra noi possiamo dirlo. Anzi lo dico; ne spuntano a migliaia e migliaia ogni giorno, possiamo solo sperare che il 2024 sarà più clemente. Ma come potrà esserlo, se adesso sono anche i conoscenti, forse gli ex innamorati, forse gli uomini esclusi, forse quelli tenuti lontano con tutta la propria forza, ad armarsi di coltello, ad usare la stessa arma che è il segno dell’imperio di chi non rinuncia. Come l’ennesima vittima di altro insensato strazio, Vanessa Ballan si chiamava, 26 anni, un figlio piccino, ed era in attesa di un altro bimbo.