Genova, il crollo del ponte Morandi

Il disegno circolato in Rete insieme alla poesia. Due tifosi di Genoa e Samp uniti nel dolore 

"Tutto crolla, tranne noi, gente dura...". La poesia virale che racconta il dolore e la forza di Genova

Il componimento, in dialetto, è diventato virale su Facebook e WhatsApp. È circolato insieme a un disegno in cui un tifoso del Genoa abbraccia uno della Samp e insieme formano il ponte Morandi crollato il 14 agosto

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"Crolla il ponte, crolla la strada...". Ma la promessa è che domani sera "Genova sarà ancora più bella". Poche ore dopo la tragedia del ponte Morandi, con decine di vittime e feriti e più di 300 famiglie sfollate, i genovesi hanno cercato subito un appiglio per rialzarsi e ripartire. Lo hanno trovato nella lingua più cara, quella dialettale, e in un componimento che in poche ore ha fatto il giro dei cellulari su Facebook e WhatsApp.

Ad accompagnare i versi un disegno di due tifosi, uno del Genoa e uno della Samp, che si abbracciano nel momento del dolore e che ricostruiscono il ponte Morandi allungando le braccia. Tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per ripristinare la normalità in una città che ha reagito a numerose alluvioni e alla guerra.  

Derûa un pónte,
Derûa unn-a stradda,
Derûan i nervi de chi, 
Segûo,
O pénsa:
Poéivo êse la.
Derûa unn-a çitæ,
Oua ciú izolà,
Derûa a sò economía,
Frágile e insegûa.
Derûa a fêde,
Ne-o çè,
Ne-o destìn,
Ne-a vitta.
Derûan e brássa
De chi o spála,
Derûa, pezánte,
O magón,
In sce nòstre spalle.
Tûtto derûa, 
Fêua che noiâtri.
Génte dûa,
Inospitále,
Morciónna e 
Con a tèsta cömme un mazabécco.
Pe chi o no ne conosce.
Génte che travaggia, 
Camálli,
Portoâli,
Carbounée.
Artexánn-i,
Banchiêri,
Capitann-i e Mainè.
Villan in scie prie.
Superbi,
Òrgogliôzi.
Fêi!
Inscìste, 
Inutilmente,
O çê,
In scia nóstra çitæ.
Che da ægua,
Brátta,
Róvinn-e e
Bombe,
A l'é sempre sciortìa.
E alua che l'inse,
Zena,
Domán ti saiè ancún ciú bella!
Ecco la traduzione in italiano:

Crolla un ponte, 
Crolla una strada, 
Crollano i nervi di chi, 
Consapevolmente, 
Pensa: 
Avrei potuto essere li.
Crolla una città,
Ora più isolata, 
Crolla la sua economia, 
Fragile ed insicura. 
Crolla la fede
Nel cielo, 
Nel destino, 
Nella vita. 
Crollano le braccia 
Di chi sta spalando, 
Crolla, pesante, 
Lo sconforto 
Sulle nostre spalle. 
Tutto crolla, 
Tranne noi. 
Gente dura,
Inospitale, 
Musoni e 
Testardi.
Per chi non ci conosce...
Lavoratori, 
Camalli, 
Portuali,
Carbonai.
Artigiani, 
Banchieri, 
Capitani e Marinai. 
Agricoltori sulle rocce. 
Superbi, 
Orgogliosi. 
Fieri. 
Insiste,
Inutilmente, 
Il cielo
Sulla nostra città.
Che da acqua, 
Fango, 
Macerie e
Bombe, 
Ne è sempre uscita.
E allora che cominci, 
Genova, 
Domani sarai ancor più bella.