Mascherine, steward e regole chiare, così potrebbero ripartire i parchi divertimento

Gardaland, Mirabilandia e tutti gli altri valgono 450 milioni di euro in Italia, un tesoretto che rischia di naufragare, i proprietari chiedono date certe ma il governo non è ancora pronto

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E' un mercato da quasi 40 miliardi di euro che il mondo rischia di veder svanire causa coronavirus. Ed è quello dei parchi divertimento (oasi per famiglie suddivise in tematiche, acquatiche e faunistiche). Un comparto che, solo in Italia, nel 2019 ha generato ricavi pari a 450 milioni di euro per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dal nostro Paese e 1,5 milioni di arrivi dall’estero. Di più. Considerando ristorazione, trasporti, merchandising e hotel, il volume d’affari complessivo che potrebbe saltare è pari a 2 miliardi di euro. Senza contare che il settore genera 25 mila occupati diretti a cui si sommano 60 mila posizioni legate all’indotto. Peccato che, oggi, tutti gli ingressi sono chiusi e le luminarie spente.

Cosa fare alla luce delle ultime direttive del Dpcm? Impossibile saperlo, visto che sui parchi neppure una riga. Spiega Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani e del parco a tema Leolandia (paradiso per i bimbi più piccoli): «È innegabile che questa crisi avrà un impatto deflagrante, non ci sono entrate, ma ci sono costi continui legati a tante attività che non possono essere sospese come le manutenzioni, la messa in sicurezza degli impianti e il controllo dei sistemi di irrigazione, siamo molto arrabbiati perché non siamo per nulla considerati e nessuno si è fatto carico di noi». Aggiunge Ira: «Quello che chiediamo è chiarezza, si può anche decidere di rimandare le aperture al 2021 ma l’importante è saperlo perché c’è la mancata assunzione dei lavoratori stagionali e ci sono problemi anche per quelli a tempo indeterminato». Quindi? «Siamo stati molto ligi ma se il governo decide di far saltare le aperture allora ci deve dare un sostentamento».

Il numero chiuso

Sono in molti che, nel dubbio, si stanno organizzando per la riapertura. Spiega Aldo Maria Vigevani, ceo di Gardaland (parte di Merlin Entertainments Limited) «Siamo pronti a riaprire assecondando le richieste della Fase 2 e abbiamo preparato un programma articolato che contempli la tutela della salute e le esigenze del divertimento e stiamo lavorando ad un protocollo di sicurezza con un virologo». Con quali direttive? «Gardaland effettuerà un attento controllo del numero giornaliero degli ingressi per garantire la sicurezza attraverso il distanziamento sociale. Per ridurre al minimo gli assembramenti verrà incentivato l’acquisto online di biglietti di ingresso a data prestabilita e sarà previsto un numero chiuso giornaliero». Non solo. «All’entrata del parco, verrà misurata la temperatura corporea a dipendenti e visitatori. Tutti verranno forniti di dispositivi di protezione, mascherine o schermi, nelle diverse aree verranno installati distributori di igienizzante e assicureremo la massima cura dei locali e delle attrazioni attraverso la sanificazione delle aree e l’igienizzazione delle superfici». Infine: «Le più popolari attrazioni estive all’aperto saranno fruibili con il supporto di misure di distanziamento durante l’attesa e lungo il percorso. Almeno in un primo momento, tutte le attrazioni come teatri e servizi indoor resteranno chiusi. L’apertura di ristoranti e negozi sarà quindi scaglionata e verrà aumentata la distanza tra i visitatori grazie all’utilizzo di file alternate sia sulle attrazioni che nei ristoranti».

Chi controllerà il rispetto delle regole? Conclude Vigevani: «Sono previsti, oltre al personale interno, degli steward che sollecitino gli ospiti a stare nei propri spazi e a rispettare i disegni delle segnalazioni». Gardaland fa parte dell’impero Merlin, che a Londra è proprietario di ben tre gigantesche attrazioni turistiche e che, con zero incassi da più di 30 giorni, sta bruciando 50 milioni di sterline al mese ed è stato costretto a lanciare un bond da 500 milioni. Peccato però che, senza tempi certi sulla fine del lockdown, non è facile trovare investitori disponibili.

Il tempo per organizzarsi

Con 850 mila metri quadrati, 47 attrazioni, 6 aree tematiche, 11 show, 25 punti ristoro, 20 negozi, Mirabilandia è il più grande parco divertimenti in Italia. Il direttore generale Riccardo Marcante sta studiando una serie di misure eccezionali anti Covid: «Adotteremo tutte quelle che saranno richieste dai protocolli che verranno approvati e che saranno necessarie per garantire la salute dei nostri clienti, la nostra intenzione è di aprire quanto più presto possibile, sempre che sia garantita la salute dei bambini e di chi li accompagna». Come muoversi verso il governo silente? «Stiamo definendo in questi giorni i protocolli più adeguati, a seconda del tipo di attrazione, per poter avanzare una proposta operativa alle autorità. Non appena il governo indicherà una data, saremo in grado di definire anche noi il nostro calendario. In linea di massima avremo, dall’ok alla riapertura, bisogno di qualche settimana di lavoro per essere pronti».
E sulla necessaria tempistica organizzativa conclude Ira: «Sono soprattutto i parchi acquatici che hanno bisogno di certezze, se devono aprire quest’estate devono avere l’approvazione dal governo entro il 10 maggio altrimenti sarà troppo tardi per essere pronti».