Per comprendere il legame tra i veronesi, Verona ed i cavalli – che dal 3 al 6 novembre prossimi festeggeranno la 124^ edizione di Fieracavalli – si può risalire al 489 dopo Cristo quando, alla fine di una battaglia terrificante tra gli Ostrogoti di re Teodorico ed i Romani guidati da Odoacre ed asserragliati nella città, agli abitanti della stessa venne concesso dal vincitore Teodorico di mangiare i cavalli caduti sul campo di battaglia. E’ qui che nasce secondo alcuni anche la tradizione culinaria che a Verona vede il cavallo cucinato in molti modi, il più famoso dei quali è la “pastisada de caval”, uno stracotto di carne di cavallo nel vino rosso.
Questo disgraziato episodio è però parte di una storia antichissima. Quella successiva racconta di un amore tra i veronesi ed i cavalli che nasce anche dalla posizione geografica della città così vicina a tutte le vie di commercio che fino all’avvento dei mezzi di comunicazione moderni ne facevano, e ne fanno anche oggi, un punto di riferimento per i mercati italiani e per i regni ed imperi del sud Europa che tanto hanno avuto a che fare col nostro Paese.
Non a caso dopo 17 anni dall’ultima volta, domenica 9 ottobre dalla famosissima Marienplatz di Monaco parte il raid equestre Monaco-Verona, il progetto promosso da Fieracavalli e Veronafiere, per sensibilizzare il pubblico sui benefici terapeutici del cavallo e a promuovere un turismo lento e sostenibile.
Oltre 600 km, suddiviso in 25 tappe, dalla parte meridionale della Baviera al Monte Baldo, fino a Verona, passando per la valle dell’Inn e il Fernpass in Austria, il passo Resia, Passo Palade, Val Venosta e Val di Non e Passo Mendola: cavalli e cavalieri percorreranno dai 20 ai 45 km giornalieri per poter raggiungere la manifestazione equestre al suo debutto, giovedì 3 novembre. Verona dunque città dei cavalli, un concetto ribadito proprio un anno fa a Fieracavalli quando è stata annunciata la creazione di Equivia-Ippovia urbana, un percorso i 15 chilometri con partenza ed arrivo da Corte Molon, una villa nel Parco dell’Adige.
Forse anche di questo si parlerà a Fieracavalli 2022 che ha il grande pregio di essere l’edizione che riporta la normalità in questo evento dopo i due anni di pandemia, quando nel 2020 non si fece e nel 2021 a causa delle restrizioni Covid fu sdoppiata su due fine settimana.
Fieracavalli è il luogo fisico dove il mondo del cavallo si incontra, si raduna, discute, si intreccia, si mostra al mondo – perché è un evento tra i più importanti al mondo – e fa i conti alla filiera equestre italiana, fungendo da termometro. Ma c’è un altro aspetto che testimonia più di ogni altro il legame tra questa città ed i cavalli e la sua Fiera la cui prima edizione risale al 1898: l’atmosfera. Quella che il pubblico riesce a creare. Affollando incuriositp e competente tanto gli stand, gli spazi espositivi quanto le tribune dove si svolgono le gare sportive. La partecipazione è totale, la gente si immerge dentro Fieracavalli. Nel 2019, l’ultima edizione normale prima di questa che arriva, oltre 160 mila persona hanno frequentato l’evento.
Cosa c’è nei quattro giorni della Fiera? Tutto. Dai convegni agli incontri, dagli eventi alle esibizioni, dal settore dell’allevamento a quello degli espositori di tutto ciò che riguarda il cavallo in ogni suo aspetto. Ed il settore sportivo: la monta Western – in piena espansione e nella quale noi italiani siamo davvero bravi a livello mondiale – al salto ostacoli che culmina con l’unica tappa italiana della Fei Longines World Cup.
Ad oggi non si conoscono ancora i nomi di chi sarà presente ma la formula della Coppa del Mondo garantisce solo iscrizioni di altissimo livello e quindi spettacolo vero. Su tutto e per tutti la parola chiave è sostenibiità, un concetto che si lega bene al mondo del cavallo ed a quello rurale in genere. Lo slogan di questa edizione è “Insieme. Vicini”.
Fieracavalli è davvero enorme, circa 128 mila metri quadrati (un po' di più) ed è assolutamente per tutti. Un addetto ai lavori di qualsivoglia livello trova le novità, gli aggiornamenti e tutto quello che può aiutarlo a migliorare l sue conoscenze o la qualità del suo lavoro.
Un neofita può iniziare ad imparare tante cose. Le razze per esempio. Visitando padiglioni 2, 9,10 troverà gli spazi per il cavallo arabo, il frisone, il criollo, l’iberico e le razze italiane. Sostandosi ai padiglioni 11 e 12 scoprirà il mondo del cavallo americano al Westernshow nel quale in questa edizione verrà presentata la regina delle discipline a stelle e strisce, con il trofeo “Avviamento al Reining” – una sorta di dressage dell monta western nel quale il lavoro con le redini è di rilievo assoluto - promosso dalla FISE, insieme al barrel - un percorso in cui tre barili sono disposti a triangolo, che va affrontato nel nel minor tempo possibile con i barili che possono essere toccati ma non abbattuti - e alle prove attitudinali dell’American Quarter Horse a cura della AIQH. Poi al tramonto il Westernshow cambia volto e si trasforma in un grande saloon come se si fosse proprio nel vecchio West.
Da diversi anni Fieracavalli è impegnata nel promuovere il ruolo del cavallo come veicolo di sostenibilità, inclusione sociale, territorio, turismo lento e avvicinamento delle nuove generazioni al mondo equestre. Sono molte le iniziative che la fiera ha messo in campo per dare voce e visibilità ai numerosi progetti che hanno come punto di partenza il cavallo. Dal lavoro in scuderia come motivo di reinserimento sociale per detenuti ed ex detenuti, ai progetti sull’ippoterapia per i bambini affetti da spettro autistico in collaborazione con l’ASD Horse Valley, all’area “Il viaggio che cambia, percorsi di turismo sostenibile”, punto di confronto e pensiero sul futuro sostenibile della società e del settore, fino al profondo lavoro di controllo e sensibilizzazione sul rispetto del cavallo attraverso il codice etico condiviso con tutti gli espositori della fiera,l’ampio spazio dedicato a Horse Friendly Arena nelle dimostrazioni quotidiane così come nel Gala serale.
E per avvicinare i più piccoli e i neofiti al rapporto con l’animale e al suo rispetto c’è l’Area Family del padiglione 1 che, per quest’anno, amplia l’area ludico-didattica con diversi momenti di animazione educational” e il tradizionale “battesimo della sella”, per favorire il primo approccio con l’animale, spiegandone anche le principali caratteristiche morfo attitudinali. È proprio la sostenibilità che guida anche la proposta gastronomica che si presenta come un viaggio da Nord a Sud, attraverso una ristorazione consapevole, attenta ai marchi DOP, IGP e DOCG, che mette in risalto l’infinita varietà della produzione agroalimentare della cucina italiana, collegando le razze italiane presenti con il loro luogo di origine e le eccellenze gastronomiche che possono essere degustate in fiera.
Per chiudere qualche numero per dare le dimensioni della grandezza di Fieracavalli: saranno circa 2.500 gli esemplari di oltre 60 razze appartenenti ai diversi libri genealogici, dal cavallo arabo, americano, iberico, frisone, fino ad arrivare a tutte le razze italiane. Più di 750 le aziende espositrici, provenienti da 25 paesi,; in media sono 200 gli eventi che animano i 128mila metri quadrati della fiera e le 3 le aree commerciali per un totale di 24.000 mq.