La show dei cowboy neri nell’America bianca

La show dei cowboy neri nell’America bianca
Il Bill Picket Invitational Rodeo è un evento dedicato a celebrare i cavalieri afroamericani. Un gruppo di donne determinate è riuscita a rompere il muro del pregiudizio
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New York - Prima c’erano i cowboy bianchi dell’ovest americano. C’erano i vaqueros latinos, i mandriani indigeni, ma anche i cowboy neri, afroamericani, ed erano tra i più coraggiosi e spettacolari, una via di mezzo tra lottatori e stuntman. Questa storia viene spesso dimenticata quando si parla negli Stati Uniti. Ci aveva provato una volta un fotografo, Ivan McClellan, a ricordarlo con una serie di foto dal titolo “Black cowboys and cowgirls”.

Doveva essere un segno di riparazione con il passato: negli Stati Uniti i rodeo dei black cowboy vivono ai margini, sono quelli che ricevono meno sponsorizzazioni e premi in denaro. Un bianco guadagna anche centomila dollari, un nero diecimila. Eppure gli afroamericani che si esibiscono nelle arene sono un quarto del totale. I bianchi dell’America rurale scuotono la testa, quando vedono nel cartellone un volto scuro sotto un cappello da cowboy, lo vedono come un affronto, un’incongruenza, come fosse un albero rosso nel bosco.  Non può essere. Esistono, ma non esistono. Sono cowboy ma non abbastanza. Adesso ci provano le donne a riscrivere la storia del vecchio west. Il Bill Picket Invitational Rodeo è un evento dedicato a celebrare i cowboy afroamericani.

Il nome è quello di Bill Pickett, leggendario attore e cowboy nero nato in Texas nel 1870, secondo di tredici figli di un ex schiavo. La famiglia era afroamericana e nativa Cherokee.

Pickett, tra le altre cose, inventò la tecnica del “bulldogging” in cui il cowboy saltava dal cavallo sul toro come un acrobata, afferrandogli le corna e buttandolo giù. Morto a Poca City, Oklahoma, nel ’31, a quasi 61 anni, di lui si erano perse le tracce, fino a quando non venne inserito nel 1971 nella Hall of Fame.

Ladies Barrel Racing, foto dal sito www.billpickettrodeo.com

Ladies Barrel Racing, foto dal sito www.billpickettrodeo.com

 

Nell’84 il promoter di concerti, l’afroamericano Lu Vason, dopo aver assistito a un rodeo in Wyoming in cui nessuno aveva il colore della pelle come il suo, decise di fondare l’African American Rodeo Association e poi lanciò il Bill Pickett Invitational Rodeo, un tour per celebrare i cowboy afroamericani. Venne prodotto anche un francobollo celebrativo. Ma il punto è che mentre le istituzioni si davano da fare per mantenere la memoria, alla gente non interessava. Un cowboy nero era visto come una birra analcolica o un barbecue vegano. Per anni questo spettacolo ha attraversato gli Stati Uniti come fosse invisibile.

Morto Vason, è toccato alla moglie, Valeria Cunningham, raccogliere la sfida. “Quando Lou si ammalò - racconta alla Cnn - mi disse: adesso tocca a te prendere le redini del rodeo. Ero spaventata? Molto. Sono una donna, afroamericana e dovevo affermarmi in un mondo dominato da maschi bianchi. Ma non potevo andare via. Dovevo portare avanti questo rodeo. Ed è ciò che ho fatto”.

Il marito morì nel 2015 a Denver. Da allora il rodeo è diventato molto più di uno spettacolo etnico. Si esibiscono uomini e donne esperti, e con loro i giovani talenti. Gli sponsor cominciano ad arrivare, la gente si sofferma sull’abilità dei cowboy e non sul colore della loro pelle. Il profumo umido dell’arena è uguale ovunque.

I negazionisti sono rimasti delusi. I suprematisti sputano ancora per terra al passaggio di un cowboy nero, ma la storia non si può fermare. “Nel 2021 - racconta la presidente - per la prima volta siamo riusciti a portare un rodeo afroamericano in tv. E’ stato mandato in diretta sui canali nazionali. Venne trasmesso il 19 giugno, il giorno che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha decretato festa nazionale per celebrare la fine della schiavitù. Questa è storia”.

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