Run for a Million, c’è un po’ di Italia nella gara di reining più ricca al mondo (ma non dove pensate)

Gina Maria Schumacher, figlia del campione di Formula uno. Foto: NRHA

Gina Maria Schumacher, figlia del campione di Formula uno. Foto: NRHA

 
Best Shine, il cavallo che si è aggiudicato il primo premio di 500mila dollari è di proprietà dell’allevatore Robert Santagata, il cui cognome tradisce origini italiane. Per i campioni azzurri Martinotti, Fappani e Lendi molto onore ma anche sfortuna
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C’è un pizzico di Italia nel trionfo di Best Shine, il quarter horse che si è aggiudicato la più ricca gara di reining al mondo: la Run for a Million. Purtroppo i tre cavalieri nostrani, Francesco Martinotti, Andrea Fappani e Gennaro Lendi, si sono classificati rispettivamente al sesto, ottavo e quindicesimo posto, facendo tuttavia onore alla scuola del reining made in Italy, anche solo per essere entrati nella finalissima di Las Vegas disputatasi pochi giorni fa.

E però, come si diceva, c’è un po’ di Belpaese anche nel cavallo che ha trionfato, aggiudicandosi il primo premio di 500mila dollari (su un montepremi totale di un milione): Best Shine, infatti, è di proprietà dell’allevatore Robert Santagata, il cui cognome tradisce chiarissime origini italiane.

La sua ascesa nel mondo del reining è il prototipo del sogno americano: nato a Brooklyn e cresciuto a Long Island, Santagata, imprenditore nel settore delle costruzioni, era un appassionato di cavalli ben prima di investire nel mondo delle gare western. Noleggiava cavalli per fare passeggiate, anche se ammette di non aver mai imparato davvero a cavalcare. Quando si è potuto permettere una tenuta fuori New York, a Campbell Hall, (16 ettari e una scuderia da 10 box) ha comprato due cavalli da tenere lì, per sé e per la moglie Arlene. Poi un giorno un amico gli dice che nelle vicinanze c’è una scuderia specializzata in reining, dove lavora il trainer Francis Mercier. Santagata lo vede all’opera, Mercier gli parla di un cavallo in vendita e glielo fa provare. Santagata sale in sella: gli piace la reattività del cavallo ai suoi aiuti. Affare fatto.

Diciassette anni dopo Bob Santagata è uno dei più importanti allevatori mondiali nel settore del reining. Un allevatore anomalo, della East Coast, lontano dai templi di questo sport che sono concentrati tra Texas e Arizona. Ora il suo Santa Hill Ranch ospita alcuni dei quarter horse più vincenti, a cominciare da quel The Kids Gotta Gun, acquistato nel 2013 e che negli anni ha totalizzato 104mila dollari di montepremi. I suoi discendenti non sono da meno.

Best Shine, montato da Jason Vanlandingham, con il punteggio finale di 231 di dollari se è invece aggiudicati 500mila in un sol copo, mettendo in riga gli altri 16 contendenti sulla sabbia di Las Vegas, nella gara voluta dalla star di Hollywood Taylor Sheridan, l’ideatore della saga targata Paramount Yellowstone e di tutti i suoi spin off. Tra coloro che hanno provato a insidiare il successo di Vanlandingham, un altro nome noto al grande pubblico: Gina Maria Schumacher, la figlia del pilota di F1 Michael, in sella a Gunnastepya, classificatasi al terzo posto con uno score di 229,50.

Male invece Martinotti, Fappani e Lendi. Per quest’ultimo è stata fatale una caduta del suo Custom Made Whizkey la mattina prima della gara durante un allenamento.

Gioisce invece l’italo-americano Bob Santagata, che con questo successo vede crescere la sua influenza nella Nrha (National reining horse association). E pensare che 17 anni fa neppure sapeva cosa fosse il reining. Ora ammette: “E’ un hobby di cui ho perso il controllo”.
 

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