Matilde Gioli: “Grazie ai cavalli sono diventata una persona migliore. Appena posso scappo al maneggio. Adesso imparerò anche a saltare”
di Luca Fraioli“L’anno scorso era la mia prima volta a Fieracavalli, fui sorpresa e affascinata da questo mondo che stavo appena scoprendo. Uscita dai padiglioni cominciai il conto alla rovescia in attesa dell’edizione successiva”. Incontriamo l’attrice Matilde Gioli ai bordi dell’arena di salto ostacoli, proprio mentre Lorenzo De Luca trionfa in una delle gare preparatorie al gran premio di domenica, unica tappa italiana della Coppa del mondo della Federazione equestre internazionale.
“Voglio imparare anche io a saltare con il mio cavallo”, confessa Gioli. Che, quando parla della sua recente passione equestre fa sempre grande professione di umiltà: “Sono pochi anni che monto a cavallo e ho ancora tutto da imparare. Ma ho tanti progetti: voglio continuare a fare trekking, magari prendendo il brevetto da guida equestre, poi appunto fare salto ostacoli. Infine, dopo un recente viaggio a El Rocio, in Andalucia, mi è venuta voglia di sperimentare anche la monta vaquera.
Ho il cavallo giusto: uno stallon…
“L’anno scorso era la mia prima volta a Fieracavalli, fui sorpresa e affascinata da questo mondo che stavo appena scoprendo. Uscita dai padiglioni cominciai il conto alla rovescia in attesa dell’edizione successiva”. Incontriamo l’attrice Matilde Gioli ai bordi dell’arena di salto ostacoli, proprio mentre Lorenzo De Luca trionfa in una delle gare preparatorie al gran premio di domenica, unica tappa italiana della Coppa del mondo della Federazione equestre internazionale.
“Voglio imparare anche io a saltare con il mio cavallo”, confessa Gioli. Che, quando parla della sua recente passione equestre fa sempre grande professione di umiltà: “Sono pochi anni che monto a cavallo e ho ancora tutto da imparare. Ma ho tanti progetti: voglio continuare a fare trekking, magari prendendo il brevetto da guida equestre, poi appunto fare salto ostacoli. Infine, dopo un recente viaggio a El Rocio, in Andalucia, mi è venuta voglia di sperimentare anche la monta vaquera.
Ho il cavallo giusto: uno stallone di 4 anni e mezzo di Pura razza spagnola (Pre). Dei cavalli spagnoli mi piace il sangue caldo e la grande intelligenza. Nadador è con me da due anni e mi sta insegnando moltissimo. Tanti cavalli compensano gli errori di cavalieri e amazzoni, gli stalloni no: lui mi fa subito notare quando sbaglio. E questo mi motiva ancora di più”.
Nel maneggio frequentato da Matilde Gioli, tra un set e l'alto, c’è anche un cavallo che è stato soprannominato Satana. “È un trottatore scontroso e aggressivo, come un uomo burbero che si è chiuso in sé stesso. Mi dissero: quello lì lascialo stare, è pericoloso. E forse proprio per questo mi è scattato l’impulso opposto: me ne occupo, lo monto in campo e in lunghe passeggiate in campagna. E lui mi ricambia con affetto immenso. Non siamo ancora riusciti a galoppare, ma sono sicura che ci riusciremo presto”.
Nonostante la relativa poca esperienza, la dedizione per i cavalli è totalizzante: “Appena sono libera dal lavoro monto sullo scooter e raggiungo il maneggio. Grazie ai cavalli ho superato certe mie insicurezze, mi sento più felice e penso di essere diventata una persona migliore”.
Una passione che travalica i confini della vita privata. Difficile trovare una intervista in cui Gioli, accanto all’ultimo film o alla prossima fiction, non citi il suo amore per i cavalli. Non a caso, in questa 125esima edizione Fieracavalli ha deciso di assegnare a lei il premio Horse Friendship, dedicato alla memoria della giornalista del Venerdì di Repubblica, Federica Lamberti Zanardi, “per essere diventata una delle ambasciatrici più autentiche dell’amore e della cura che il rapporto con questi straordinari animali può dare”. L’incontro tra Gioli e i cavalli avvenne nel 2018 sul set di Moschettieri del re, diretto da Giovanni Veronesi. A Gioli fu detto che poteva scegliere se girare le scene a cavallo o farsi sostituire da una controfigura. “Imparerò a cavalcare”, rispose.
Qualche mese fa è tornata sul set accanto a un cavallo, ma per un progetto completamente diverso: “E’ un cortometraggio, che ci piacerebbe potesse diventare un film, scritto e diretto da due registe esordienti”, spiega Gioli. “Racconta la storia vera di Alice, cantante lirica e amazzone, che ha subito violenza dal suo uomo. A salvarla da quell’amore tossico sarà proprio il legame empatico con il suo cavallo Anemos, che è anche il titolo del corto. Lo abbiamo presentato qui a Fieracavalli, speriamo lo possano vedere in tanti. Ora la protagonista di quella vicenda ha creato Il Bosco di Alice, una sorta di santuario per cavalli maltrattati, così come era stata maltrattata lei”.