Maturità 2023: ecco le sette tracce della prima prova scritta

Maturità 2023: ecco le sette tracce della prima prova scritta
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I testi del tema di italiano
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Quasimodo, Moravia, Chabod, Fallaci, Piero Angela e anche l’ex ministro Patrizio Bianchi. Ecco le sette tracce della prima prova di maturità.

Analisi del testo – tipologia A

La poesia selezionata dalla commissione incaricata è Alla nuova luna, contenuto nella raccolta pubblicata nel 1958 La terra impareggiabile di Salvatore Quasimodo. Il poeta si concentra sul mondo contemporaneo e sul progresso scientifico, riflettendo sulle responsabilità degli scienziati in un contesto di importanti innovazioni. Agli studenti, oltre a rispondere a domande di analisi del testo, viene chiesto di soffermarsi su come la letteratura discuta del progresso. Con la terza menzione nelle tracce del tema, dopo 2002 e 2014, Quasimodo entra nell'albo degli autori più proposti alla Maturità in era moderna, raggiungendo Montale e Ungaretti.

Per la prosa è stato individuato un brano tratto da Gli indifferenti, il romanzo d’esordio di Alberto Moravia, in cui i protagonisti Carla e Michele Ardengo non riescono a opporsi al piano dell’amante della madre, Leo Merumeci, di impossessarsi delle loro proprietà. L’analisi e la sintesi dell’opera con un commento sulla visione del mondo borghese dello scrittore, sfruttando anche altri testi o autori, sono il cuore della traccia.

Testo argomentativo – tipologia B

Un testo dello storico Federico Chabod è stato selezionato per discutere su “l’idea di nazione”. Nel brano del 1961 l’autore si sofferma sul principio di nazionalità e ricorda che fu collegato all’idea di libertà politica e poi di indipendenza dallo straniero, come nel caso Cavour. Trova spazio anche Mazzini e il legame strettissimo tra patria e umanità, che per lui "è, essenzialmente, l'Europa". Gli studenti sono chiamati a riassumere le visione di Cavour e Mazzini contenute nel brano di Chabod e si chiede anche una spiegazione della frase "la Nazione non è fine a se stessa, anzi! E' mezzo altissimo, nobilissimo, necessario, ma mezzo, per il compimento del fine supremo: l'Umanità". Infine viene stimolata una riflessione sul “valore da attribuire all’idea di nazione”.

Altra traccia: un brano tratto da Dieci cose che ho imparato di Piero Angela. “In questo nuovo panorama, ci sono cambiamenti che svettano maggiormente rispetto ad altri. Uno è la diminuzione del costo relativo delle materie prime e della manodopera rispetto al ‘software’, cioè alla conoscenza, alla creatività. Questo sta succedendo anche in certe produzioni tradizionali, come quella di automobili, ma soprattutto per i prodotti della microelettronica, come telefonini, tablet, computer. Si è calcolato che nel costo di un computer ben il 90% sia rappresentato dal software, cioè dalle prestazioni del cervello. Quindi l'elaborazione mentale sta diventando la materia prima più preziosa. La crescente capacità di innovare sta accentuando quella che gli economisti chiamano 'la distruzione creativa', vale a dire l'uscita di scena di attività obsolete e l'ingresso di altre, vincenti" è il testo contenuto nella traccia dedicata al grande giornalista e divulgatore scientifico. Agli studenti viene chiesto quali sono le conseguenze della "distruzione creativa" e cosa intende Angela con "ricchezza immateriale".

L’ultima traccia, per ordine di presentazione, per il tema argomentativo è dedicata ad Oriana Fallaci. "La storia è fatta da tutti o da pochi? Dipende da leggi universali o da alcuni individui e basta?" è l’inizio del brano estratto dalla sua Intervista con la storia. Al centro della traccia ci sono i temi della Guerra Fredda e di una minaccia nucleare con tensioni e conflitti che ancora oggi non trovano soluzione anche nel nostro continente. Agli studenti si chiede se "la situazione è ancora oggi nei termini descritti dalla giornalista".

Il tema di attualità – tipologia C

Nella prima traccia di attualità si richiede un commento alla lettera aperta indirizzata all’ex ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che fu spedita nel dicembre del 2021 da un gruppo di studiosi per chiedere la reintroduzione delle prove scritte all’esame di maturità abolite per l’emergenza Covid. 

"L’elogio dell’attesa nell’era di Whatsapp” è il titolo dell’articolo del giornalista Marco Belpoliti pubblicato su Repubblica il 30 gennaio 2018 ed è anche l’argomento dell’ultima traccia della prima prova. Ai candidati si chiede di riflettere sul valore dell’attesa nella società dell’immediato. “Non sappiamo più attendere. Tutto è diventato istantaneo, in 'tempo reale', come si è cominciato a dire da qualche anno – si leggeva nell’articolo - La parola chiave è: 'Simultaneo'. Scrivo una email e attendo la risposta immediata. Se non arriva m'infastidisco: perché non risponde? Lo scambio epistolare in passato - si legge nell'articolo - era il luogo del tempo differito. Le buste andavano e arrivavano a ritmi lenti. Per non dire poi dei sistemi di messaggi istantanei cui ricorriamo: WhatsApp. Botta e risposta. Eppure tutto intorno a noi sembra segnato dall'attesa: la gestazione, l'adolescenza, l'età adulta. C'è un tempo per ogni cosa, e non è mai un tempo immediato".

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