Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Una Spoon River che racconta le vite di ciascuna vittima, evitando che si trasformino in banali dati statistici. Vite invisibili e dimenticate. Nel nostro Paese una media di oltre due lavoratori al giorno non fa ritorno a casa e "Morire di lavoro" vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine quello che è stato definito "crimine di pace".
LO ASPETTAVANO, nel pomeriggio di sabato, al Rifugio Magnolini sulle Alpi Bergamasche: in sella alla sua moto fuoristrada avrebbe dovuto picchettare il percorso di una gara di ciclismo MBT. Ma Angelo Razzitti, 63 anni, in montagna non è mai arrivato. Intorno all'ora di pranzo un cliente della sua officina a Darfo Boario Terme (nel Bresciano), lo ha trovato esanime sotto il pianale del camion che stava riparando. "La sua timidezza suscitava grande simpatia" scrivono gli amici sui social. E gli amici sono soprattutto quelli che condividevano con lui la passione per le moto, perchè Angelo era un centauro che conoscevano in molti nell'Alto Sebino e nella Val Camonica: nel 2020 era stato anche campione italiano di enduro d'epoca. Alle gare lo accompagnava immancabilmente Silvia, la figlia.