Una ragazza di 21 anni, Celine Frei Matzohl, è stata uccisa a coltellate in casa dell’ex fidanzato, che aveva lasciato da circa due settimane. Il suo corpo martoriato è stato trovato nel primo pomeriggio di ieri nell’appartamento di Silandro, in Val Venosta. Omer Cin, 28 anni, origini turche, è stato bloccato mentre cercava di scappare oltre il confine per riparare in Austria. I carabinieri ormai erano sulle sue tracce anche con l’elicottero. Per fermarlo hanno dovuto sparare sugli pneumatici, e solo allora il giovane è stato arrestato.
«Non avrei mai pensato che un singolo errore sarebbe costato tutto», aveva scritto il ventottenne turco su Facebook, a fine luglio. Una frase che, secondo i familiari di Celine, indica l’incubazione del progetto assassino. «È un omicidio premeditato», accusa Stephan Matzohl, zio della vittima. In caserma Omer Cin ha fatto scena muta, ma i punti da chiarire sono molti.
Si erano frequentati per circa quattro mesi lui e Celine. Lei lavorava come impiegata per l’associazione di categoria degli agricoltori. Lui invece, dopo un periodo come macellaio, aveva iniziato a prestare servizio come cameriere in un hotel. Viveva in via Mulini, in un appartamento al secondo piano di una palazzina, che fino all’anno scorso aveva condiviso con il fratello.
Secondo quanto ricostruito incrociando le testimonianze di amici e parenti, lei aveva deciso di lasciarlo poco più di due settimane fa. L’allarme l’ha dato il padre Christof domenica mattina, quando si è reso conto che la figlia non era rientrata e che non rispondeva nemmeno più al telefono. I carabinieri sono riusciti a localizzare il suo telefonino in via Mulini e si sono presentati davanti all’ingresso dell’alloggio. Nessuna risposta dall’interno ma sullo stipite della porta c’erano tracce di sangue.